Il 2015 in 50 fatti prima parte: da gennaio ad aprile
Nello Celestini
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Se da un lato è l'anno delle crisi, dall'altro però è anche quello della Macchina di Santa Rosa. Anzi, delle Macchine di Santa Rosa: Gloria e Fiore del Cielo.

Crisi, rimpasto, crisi, presidenza, crisi, provinciali, e un po’ di Macchina di Santa Rosa. Ecco i fatti che hanno scandito le cronache cittadine in questi primi 4 mesi dell’anno che sta per chiudersi. Al centro delle cronache specialmente la politica e le tante liti generatesi all’interno della maggioranza. Se da un lato è l’anno delle crisi, dall’altro però è anche quello della Macchina di Santa Rosa. Anzi, delle Macchine di Santa Rosa: Gloria e Fiore del Cielo.

Gennaio 2015 si apre infatti con la nomina della Commissione per la definizione della nuova Macchina. Dagli incontri, iniziati il 7 gennaio, rimarrà fuori il Sodalizio dei Facchini e da quel momento si aprirà una lunga e furibonda lite con l’amministrazione comunale di Viterbo. Il lavoro della Commissione terminerà il 26 gennaio con la selezione del bozzetto vincente: Gloria. In mezzo si è parlato tanto di Esattorie Spa e soprattutto di politica: il 20 gennaio, dopo alcune critiche rivolte al sindaco Michelini, si dimette dalla presidenza del Consiglio Filippo Rossi.

Febbraio è il mese delle liti. Prosegue quella tra Sodalizio e Comune, ma soprattutto dentro la maggioranza è un tutti contro tutti. Si intravedono i primi movimenti fetali di Moderati e Riformisti, anche se allora nessuno avrebbe immaginato che dieci mesi dopo diventasse un vero e proprio partito: il tema è quello della presidenza del Consiglio che spacca la maggioranza. La vuole il Pd, la vogliono le civiche. E i fioroniani del Pd si espongono in favore di questi ultimi. Si voterà il 26 febbraio e la crisi rientrerà solo grazie alla ruota-di-scorta Maria Rita De Alexandris. Nel frattempo si prospetta una privatizzazione di Talete e soprattutto morirà Nello Celestini. Il fondatore del Sodalizio dei Facchini è scomparso il 15 febbraio.

A marzo si parte con un buon auspicio per il centro storico, che sta passando uno dei periodi più bui della storia recente. Nonostante la crisi riapre il Caffè Schenardi . È il 5 marzo. Il clima di fiducia è destinato a durare poco però. Dalla politica arrivano segnali preoccupanti. Il 9 marzo si avvia la gestione provvisoria del Comune: Gianmaria Santucci parlerà di default del Comune, l’assessore Luisa Ciambella dirà che è una lettura strumentale. Di fatto il Comune è bloccato. A peggiorare la situazione le dimissioni di Fabrizio Fersini da assessore alle politiche sociali. Si riapre la crisi, le elezioni provinciali sono alle porte e la casella, fondamentale per la Città, rimarrà vuota per tre mesi. A marzo si parlerà tanto anche di Capitale della cultura e della commissione che preparerà il dossier guidata dall’esponente di Viva Viterbo Claudio Margottini. Il 20 marzo invece torna Antiquaria.

Anche aprile è all’insegna delle lotte politiche. Nasce il movimento Moderati e Riformisti, la cui guida è presa dal sindaco di Viterbo con la benedizione politica di Giuseppe Fioroni, che guarda alle elezioni provinciali; nel frattempo si spacca Oltre Le Mura anche a causa di questa scelta: Insogna e Moltoni criticano i metodi del sindaco e le prospettive del neonato movimento. A fine aprile si torna a parlare anche di Macchina di Santa Rosa: è partita per Milano, Fiore del Cielo arriverà a Expo il 22 aprile, poco prima dell’inaugurazione della manifestazione più importante dell’anno.

 

 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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