Ieri la prima verifica dei progetti del Masterplan: ecco su cosa si è scelto puntare
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Agli Almadiani circa 20 studenti di architettura da tutta Italia sono accorsi da sabato scorso per progettare interventi sulle linee di indirizzo studiate nei mesi scorsi dal Diap.

Una città intelligente, cuore vero della Tuscia e capace a valorizzare la propria storia: ieri prima verifica dei progetti del Masterplan. Il Masterplan, studiato dal dipartimento di Architettura e Progetto dell’Università Sapienza di Roma e presentato nel luglio scorso, sta vivendo la sua fase più importante. Agli Almadiani circa 20 studenti di architettura da tutta Italia sono accorsi da sabato scorso per progettare interventi sulle linee di indirizzo studiate nei mesi scorsi dal Diap.

Le linee di indirizzo sono state elaborate dopo una serie di incontri realizzati con la cittadinanza e le associazioni che hanno deciso di partecipare. Ieri pomeriggio la prima verifica dei lavori dei 20, dopo la quale si è deciso cosa scartare e cosa no. Il workshop si svolge in seguito a dei sopralluoghi serviti per mostrare agli studenti la realtà delle cose.

Il progetto “fa leva sul binomio patrimonio-futuro, inteso nella sua doppia accezione di ‘tutela attiva’ e di ‘trasformazione ammissibile’”. Insomma sulla valorizzazione dell’esistente, tra tutela e la trasformazione.

In particolare sono 5 i grandi temi su cui gli studenti provenienti da tutta Italia si sono concentrati. Dalla necessità di costruire un museo urbano, all’idea di valorizzare i “giardini papali”, ovvero quell’enorme patrimonio che molti non conoscono e che sta al Colle del Duomo. Poi c’è la zona di Piazza della Rocca, ovvero il salotto buono della Città, e infine la zona delle Fortezze e il Sacrario, nuovo ambiente per la movida.

Grande spazio è stato dedicato alle mura e all’edilizia del centro storico, fino ad una nuova destinazione degli spazi pubblici. Si è parlato anche d’immobili pubblici dismessi. Il Masterplan lascerà così delle carte d’intenti che l’amministrazione, se vorrà, potrà usare per progettare il futuro di Viterbo. Uno sguardo vivo, esterno e quindi più lucido, quello del Diap e dei 20 studenti, che servirà per mettere in moto un circuito virtuoso e un nuovo modo di pensare allo spazio pubblico.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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