Iannone: “Ferita dolorosa. La violenza sulle donne estranea al nostro Dna
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Gli Stati Generali La Fune
ROMA – Intervento del presidente di Casapound Italia sui fatti di Viterbo.

ROMA – “Non so che dire. Mai nella storia di CasaPound è accaduto un episodio come questo, è un atto contrario alla nostra visione del mondo. Aspettiamo che la giustizia faccia chiarezza e speriamo che i nostri due militanti non siano colpevoli”. Gianluca Iannone, presidente di CasaPound Italia, commenta l’arresto di due militanti accusati di un presunto stupro che sarebbe avvenuto a Viterbo il 12 aprile scorso. “In ogni caso li abbiamo espulsi”, prosegue Iannone, “perché la prevaricazione e la violenza sulle donne è qualcosa che con il nostro movimento non c’entra nulla, è estranea al nostro Dna”.

 “A CasaPound le donne hanno avuto sempre un ruolo di primo piano”, dichiara sempre Iannone all’Adnkronos, “il maschilismo o il sessismo che qualcuno associa all’estrema destra è un concetto che ci è totalmente estraneo, come testimoniano peraltro le decine di donne che sono dirigenti e quadri del nostro movimento. Per questo, quello che è accaduto, con gli arresti a Vallerano, per noi è una ferita aperta. Una ferita così dolorosa, che ci ha spinto ad agire, e a espellere gli arrestati, prima ancora che sapessimo con esattezza come sono andati i fatti. Una cosa che non avevamo mai fatto fino ad ora, perché mai eravamo finiti al centro delle cronache per qualcosa che era contro il nostro stesso modo di vedere la vita”.

“Se qualcuno ha sbagliato, pagherà, senza alcun dubbio, e saremo i primi a esigerlo, come abbiamo fatto in altre occasioni”, conclude Iannone. “Ma in tutto questo CasaPound non c’entra, e andrà avanti più convinta che mai nelle sue battaglie, a cominciare da quella cruciale per la sovranità della nostra Nazione, che si combatte alle Europee del 26 maggio”.

 

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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