I viterbesi si ritrovano sotto Gloria, un tre settembre che entrerà nella storia
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VITERBO - I viterbesi si sono ritrovati sotto Gloria, in un'atmosfera sospesa tra la voglia di esserci e la mestizia di non vivere le emozioni di sempre. Organizzazione impeccabile: tanto l'allestimento quanto il servizio di sicurezza presente. 

VITERBO – Sotto con le luci e fermi a piazza del Comune. Anche quest’anno non c’è stata “la mossa” a San Sisto ma, a differenza del 2020, è tornata la Macchina. Gloria è stata accesa nella notte del tre settembre alle 21. Nello stesso momento in cui negli altri anni partiva il Trasporto. 

I viterbesi si sono ritrovati sotto Gloria, in un’atmosfera sospesa tra la voglia di esserci e la mestizia di non vivere le emozioni di sempre. Organizzazione impeccabile: tanto l’allestimento quanto il servizio di sicurezza presente. 

Tutti rispettosi dell’ordinanza del sindaco Arena che ha disposto l’obbligo di indossare la mascherina. Su un maxischermo laterale le immagini della magia del tre settembre. Presenti i costruttori della Macchina i Fiorillo, l’ideatore Raffaele Ascenzi, il presidente del Sodalizio Massimo Mecarini e tanti facchini. Naturalmente sotto Gloria anche il sindaco Arena. 

 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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