I vini della Tuscia pronti a conquistare i mercati esteri, ma serve un brand unico
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Gli Stati Generali La Fune
MONTEFIASCONE - Il convegno “I vini della Tuscia nel mondo, focus Usa e Canada” che si è tenutoall’Enoteca Provinciale, presso la Rocca dei Papi a Montefiascone, ha visto tantissima partecipazione ed altrettanto entusiasmo.

MONTEFIASCONE – Rotelli (Fdi): “I vini della Tuscia pronti per la conquista dei mercati esteri”. 

Il convegno “I vini della Tuscia nel mondo, focus Usa e Canada” che si è tenutoall’Enoteca Provinciale, presso la Rocca dei Papi a Montefiascone, ha visto tantissima partecipazione ed altrettanto entusiasmo.

“All’incontro, che abbiamo organizzato insieme a Paolo Bianchini – spiega il deputato Rotelli -, hanno preso parte, oltre ai numerosi produttori, il sindaco di Montefiascone Massimo Paolini, gli assessori comunali Massimo Ceccarelli e Paolo Manzi, il presidente dell’Enoteca, Leonardo Belcapo e Ylenia Lucaselli collega parlamentare e global advisor della Southern Glazer’s Wine & Spirit , una delle aziende più
importanti, a livello mondiale, per quanto concerne l’esportazione di vino, birra e distillati.

Quello di ieri è stato solo il primo di una serie di appuntamenti in programma per una seria politica relativa all’internazionalizzazione d’impresa ed alle prospettive di export oltre confine.

Come ha sottolineato la Lucaselli: “I vini che ho avuto modo di degustare rappresentano tutti delle vere e proprie eccellenze di elevato livello. Quello che manca a questo territorio è la capacità di unirsi e fare rete tra i produttori per permettere quel salto di qualità che merita.

Il convegno è stato però un ottimo punto di partenza per gettare le basi di un marchio comune, un brand che possa unire tutti i produttori di vino della Tuscia per la conquista di un mercato estero in cui ci sono tutte le caratteristiche per emergere”.

Lo stesso concetto è stato poi ripreso da Paolo Bianchini che ha aggiunto: “Nella Tuscia sono stato il primo a promuovere, come ristoratore, i vini locali e vorrei che questa mia scelta possa essere da sprone anche per gli altri miei colleghi. Se la ristorazione inizia ad acquistare prodotti del territorio, le stesse aziende potranno poi investire in loco gli utili ricavati ed innescare così un circolo virtuoso che faciliterebbe uno sviluppo complessivo”.

Nell’incontro ho percepito tanta energia e molta partecipazione, insieme ad una grande voglia di contagiare il mondo. Dall’inizio della campagna elettorale abbiamo ricevuto stimoli e richieste dall’intera provincia sulla necessità di avere gli strumenti utili ad una maggiore apertura verso i mercati esteri. Quello di ieri è stato solo il primo passo.
Il futuro che aspetta la Tuscia è oltre confine, con l’impegno di tutti è sicuramente a portata di mano”.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
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“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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