I vigili del fuoco di Viterbo in prima linea per i soccorsi ai terremotati
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Dalle prime ore dopo il sisma gli uomini della Tuscia al lavoro per portare aiuto alle vittime

Il comando dei vigili del fuoco di Viterbo ancora in piena attività nelle zone colpite dal sisma dei giorni scorsi. Ieri mattina i primi 13 uomini del comando di Viterbo, sono stati sostituiti da altri vigili del fuoco della Tuscia. Il primo gruppo è stato impegnato nelle operazioni di soccorso sin dalle prime ore dopo il sisma e per giorni ha continuato a lavorare alacremente per soccorrere le vittime del terremoto e per togliere le macerie provocate dalla scossa.

Viterbo è presente anche nei posti di comando. Il COA (Centro Operativo Avanzato) dei Vigili del fuoco, allestito a Cittareale (Ri), è infatti diretto dal Comandante di Viterbo, l’Ingegner Giuseppe Paduano. Nella stessa struttura è stato predisposto anche il Campo Base, che al momento ospita circa 800 vigili del fuoco. E’ inoltre presente, presso il Centro, il furgone UCL (Unità di Comando Locale) di Viterbo. Il mezzo è adibito a centrale operativa e al suo interno opera il personale TAS (Topografia Applicata al Soccorso), che lavora sulla cartografia della zona, pianificando gli interventi e aggiornando i dati giorno dopo giorno.

Durante la mattina del 26 agosto, il Ministro Alfano si è recato presso il COA e, durante la visita al Centro di Cittareale, ha ringraziato i Vigili del Fuoco per il lavoro che stanno svolgendo, affermando che sono una testimonianza dell’eroismo e del senso del dovere. Accompagnato dal Capo Dipartimento, dal Capo del Corpo, dal Direttore Regionale e dal Comandante di Rieti, ha visitato il campo base dove è stato accolto dall’Ingegner Paduano, il quale ha illustrato l’organizzazione che sta dirigendo. I vigili del fuoco sono presenti in tutti i Comuni e in tutte le frazioni colpite dal terremoto.

Gli Stati Generali La Fune
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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