I viaggi del Vespone: Los Angeles tra le palme e l'odore dei tacos
800 Monastero
I colori e i suoni di questa città mi catturano. Io e il mio Vespone, parcheggiato tra enormi Suv, che sembra un piccolo giocattolo.

INSIDE – C’è chi sogna il rombo dei motori a reazione e chi, come me, preferisce il battito regolare di un cuore a due tempi. Mi hanno sempre detto che il mondo è troppo grande per essere visto senza ali, ma io rispondo che il mondo, per essere capito davvero, va toccato con le ruote per terra.

Non ho mai preso un aereo e, ve lo prometto, non lo prenderò mai. Non mi serve chiudermi in un tubo di metallo a diecimila metri d’altezza per sentirmi libero. La mia libertà ha un nome, una sella vissuta e il profumo di miscela: è il mio Vespone. Inizia oggi un viaggio che sfida le distanze e la logica. Vi porterò con me oltre i confini, attraversando città scintillanti di luci e angoli dimenticati dalle mappe, dove la bellezza si nasconde dietro un muro scrostato o in un mercato affollato. Non servono visti o check-in: la mia bussola è la fantasia e il mio passaporto è il vento che mi batte sulla faccia.

Dalle strade acciottolate d’Europa ai viali polverosi dell’Asia, ogni chilometro sarà una storia, ogni sosta un incontro. Questo non è solo un viaggio intorno al globo, è il mio “Giro del Mondo: Destinazione Libertà”.

Mettetevi il casco, tenetevi stretti e preparatevi a sentire il mondo che scorre sotto i piedi. Si parte. Il Vespone è acceso, e la strada non finisce mai. Ciao a tutti dal mio amato Vespone 125! Oggi sono qui, sotto il caldo sole di Los Angeles, pronto a decollare con la mia fantasia e a far vivere avventure senza tempo. Non prendo mai aerei, diciamo aerofobia e qui nessuno mi obbliga, ma chi ne ha bisogno quando hai un motore che ronza e una città che pulsa di vita?

Parto da South Windsor Boulevard, dove le palme si ergono come sentinelle nel cielo blu. La scritta Hollywood brilla in lontananza, un faro di sogni per chi, come me, cerca ispirazione. Qui ogni angolo racconta una storia, e ogni persona potrebbe essere l’attore protagonista di un film. Ho visto la serie Bosch più volte, seguendo le indagini del detective Harry Bosch interpretato da Titus Welliver, immerso nei misteri di questa affascinante città. È proprio qui, su Woodrow Wilson Drive, dove la sua casa guarda giù verso le luci di Los Angeles, riflettendo la solitudine e la determinazione di un uomo in cerca della verità.

Mentre guido, sento il calore del sole sulla pelle e il rombo sommesso del Vespone si mescola ai suoni di questa metropoli vibrante: sirene, musica, risate e lingue diverse che si intrecciano. LA credo che sia la città più multietnica e più culturalmente diversa al mondo, con persone provenienti da 140 Paesi che parlano 224 lingue.  È strano, ma bello, vedere come il lusso di Beverly Hills possa coesistere con il caos bohémien di Venice Beach, dove i musicisti suonano melodie per i gabbiani e gli artisti creano opere d’arte estemporanee.

L’aria profumata di tacos messicani e dolci, mentre surfisti bagnati attraversano la strada accanto a celebrità che cercano di passare inosservate. I colori e i suoni di questa città mi catturano, e il mio Vespone, parcheggiato tra enormi Suv, sembra un piccolo giocattolo, ma è il simbolo della mia libertà.

Domani non so dove mi porterà questo viaggio: forse verso l’orizzonte dell’Oceano Pacifico o verso le luci scintillanti di Downtown. Ma ciò che importa è che non ho bisogno di un aereo. Questo è il mio modo di fare un giro del mondo, chilometro dopo chilometro, sogno dopo sogno. A presto e alla prossima avventura!

© Maurizio Di Giovancarlo Tuscia Fotografia / La Fune

800 Monastero
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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