"I Venerdì del Lago" da non perdere, a Grotte di Castro
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GROTTE DI CASTRO - L’incontro – dibattito organizzato dal Chiosco, locale tipico sulla spiaggia di Grotte di Castro, incentrato sulle bellezze e le criticità che coinvolgono in questo caso il Lacus Volsiniensi, il Lago di Bolsena.

VITERBO – Ambiente e turismo, tante iniziative sia pubbliche che private per la
valorizzazione e la salvaguardia del territorio. “I Venerdi” del Chiosco a Grotte di Castro, propone un docu-film dedicato al Lago di Bolsena.

L’incontro – dibattito organizzato dal Chiosco, locale tipico sulla spiaggia di Grotte di Castro, incentrato sulle bellezze e le criticità che coinvolgono in questo caso il Lacus Volsiniensi, il Lago di Bolsena.

“Ci proponiamo attraverso questi incontri di sensibilizzare le persone sulle problematiche del nostro lago – ci dice Francesco Barbano uno degli organizzatori dell’evento e responsabile del
Chiosco – La nostra attività che ben da trentasette anni opera nella spiaggia di Grotte di Castro, si vuole fare promotrice di queste iniziative, consapevole del fatto che il lago è un bene da
tutelare e salvaguardare perché è anche una risorsa ambientale indispensabile anche per uno sviluppo economico del nostro territorio.”

Nel pomeriggio di venerdì 7 marzo per le ore 17,30 è prevista la prodizione del docu-film Il Lago di Bolsena. Un Paesaggio da svelare con la regia di Francesco Galli con Alfonso Prota, le riprese sono dello stesso Francesco Galli coadiuvato da Ivo Caravello e Paolo Andreani, produttore esecutivo il Teatro delle Condizioni Avverse.

A seguire il dibattito moderato da Francesco Barbano e dove interverranno Enrico Calvario presidente dell’associazione Lago di Bolsena e il regista Francesco Galli.

Maurizio Di Giovancarlo / Tuscia Fotografia / La Fune

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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