I tre pellegrini con i lama hanno incontrato il Papa e anche Gentiloni
gentiloni
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I tre pellegrini con i tre lama, che hanno attraversato nelle scorse settimane la Tuscia, sono arrivati a Roma. Qui non solo sono stati accolti da Papa Francesco ma hanno anche incontrato dal presidente del Consiglio Paolo Gentiloni. Metti la zona di Renon, Bolzano, Riviera delle Dolomiti. Metti un po’ di sangue argentino, coperto da una folta pelliccia però. Quindi il sogno: dalle Dolomiti a piedi fino a Roma.

I tre pellegrini con i tre lama, che hanno attraversato nelle scorse settimane la Tuscia, sono arrivati a Roma. Qui non solo sono stati accolti da Papa Francesco ma hanno anche incontrato dal presidente del Consiglio Paolo Gentiloni. Metti la zona di Renon, Bolzano, Riviera delle Dolomiti. Metti un po’ di sangue argentino, coperto da una folta pelliccia però. Quindi il sogno: dalle Dolomiti a piedi fino a Roma.

A fare cosa? Per incontrare il Papa, of course. Questa è la storia di Walter Mair, padre fondatore di Kaserhof. Una struttura da sogno dove alleva alpaca e lama. E così insieme a Walter hanno attraversato l’Italia due suoi amici e tre lama. Chiamatela impresa.

I protagonisti più gettonati? Neanche a dirlo queste bestiole sudamericane. Buffon de Oro, Shaquiri de Oro e Tiento de Oro i nomi. Più di duecento loro “fratelli d’allevamento” sono rimasti sui monti.

Partito da Soprabolzano in data 20 febbraio il gruppo è approdato alla fase finale del percorso l’altro ieri e ieri hanno incontrato Bergoglio. 

Hanno percorso l’antica Romea Germanica, tracciato lungo circa 2200 chilometri, composto da 96 tappe nella sua interezza (da Bolzano circa mille). La notizia è stata anche raccontata sui Tg nazionali.

https://www.facebook.com/Kaserhof/videos/10156022362500202/

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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