"I tre motivi per cui sono andato a votare al referendum"
Referendum: Trivelle; aperti seggi elettorali, 47mln al voto
800x120 (1)
Quel che preoccupa, comunque, è la disaffezione politica. Da sempre, da tremila anni a questa parte e segnatamente da quando esiste la democrazia, significa affidarsi più o meno ciecamente ad un personaggio forte, che vuole mostrare i muscoli, ad un “niente paura, ci penso io”.

IL PUNTO DI VISTA – Sono andato a votare, seggio 46. Sono andato a votare per tre motivi. Il primo, perché poter votare liberamente e tra variegate alternative è una prerogativa della democrazia, che si va restringendo a fronte del galoppo delle autocrazie, di qua e di là degli oceani.

Il secondo, per rispetto di quei morti che ottant’anni fa si sacrificarono per una Costituzione libera, democratica e repubblicana. Il terzo, perché quanto meno alcuni dei quesiti posti dal referendum mi interessavano particolarmente. Non entro nei dettagli, non è necessario. Anche se a mio avviso il voto non dovrebbe essere segreto, a meno che non si viva in una società mafiosa,  vendicativa e retrograda che si esprime attraverso una litigiosità da condominio.

Cento anni fa non c’erano le condizioni sociali e culturali per svelare tale riserbo, oggi dovremmo essere maturati, ma siccome non è così, teniamoci la segretezza. Qualcuno potrebbe chiedersi perché l’8 e il 9 giugno poca gente sia andata a votare. Il fatto è che le percentuali bulgare di votanti dei decenni passati non esistono più; neppure quando il cittadino è chiamato a scegliere i suoi amministratori locali, quelli che hanno a che vedere con il suo spazio di vita appena esce di casa. I motivi? Numerosi.

Ad esempio, l’intercambiabilità dei rituali della politica, chiunque governi, con conseguente diffidenza e disaffezione. Poi la speranza di contare comunque sull’amico dell’amico, del genero o del cognato per risolvere i propri casi, a prescindere. Ancora, la possibilità di rovesciare comunque sui social (stampa locale compresa) le proprie frustrazioni, per poi proseguire il proprio vissuto personale, abbondantemente orientato e distratto da una logica consumistica (cultura compresa).

Peggio ancora alle elezioni politiche, dove si sta allargando la distanza tra chi decide e chi si limita ad osservare e quindi la muta di coloro che francia o spagna basta che se magna. Un giorno un bambino – dico: dieci anni – mi disse che da grande voleva fare il politico. Quando gli chiesi perché, rispose che da politici si diventa ricchi e si sta sempre in televisione. Quarant’anni fa mi avrebbe risposto perché voleva cambiare il mondo.

Figurarsi allora i referendum, quando trattano di temi molto specifici. Perché non votare? Per molti, per dire no senza scomodarsi o rischiare; per altri perché giudicano le domande incomprensibili; per altri ancora perché sono temi distanti dai bisogni personali; per taluni invece perché sono argomenti da dibattere in Parlamento, sennò che ci stanno a fare quelli lì a Montecitorio o Palazzo Madama; per qualcuno infine suonano strani, perché a loro avviso c’é una parte politica che vuole abolire delle leggi che lei stessa dieci anni fa ha promulgato; e via giustificando l’assenza ai seggi.

Quando i nostri padri costituzionali fissarono la necessità di validare i referendum solo se si raggiungeva la maggioranza dei votanti, fu proprio per garantire che tutti gli elettori si sentissero motivati ad esprimere la propria idea. E in effetti i referendum, soprattutto in questo clima di generale disaffezione, dovrebbero trattare temi di grande impegno sociale collettivo, che invitano a schierarsi, ad esprimersi con un minimo di coinvolgimento diretto: come è stato per il divorzio, per il nucleare, per l’acqua pubblica.

Quel che preoccupa, comunque, è la disaffezione politica. Da sempre, da tremila anni a questa parte e segnatamente da quando esiste la democrazia, significa affidarsi più o meno ciecamente ad un personaggio forte, che vuole mostrare i muscoli, ad un “niente paura, ci penso io”. Che oggi si tratti di un qualsiasi putin, trump, netanyahu, orban, kim jong sun, xi, maduro, vannacci, khamenei, di un qualche santo
vendicatore, di un ricco possessore di nuove tecnologie o di un influencer da un milione di followers, comunque ritenuto in grado di risolvere tutti i problemi del mondo senza che l’individuo si distolga dal proprio pasto quotidiano, poco cambia.

Così, sono andato a votare; a prescindere se ho barrato dei si e/o dei no.

 

800 Confartigianato
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
aiac_banner_01
Jeep_Compass_apex_300x300_200
lafune_300 x 600
POST FB 02
asvis 2
Onda
Foto Fisioterapy Center
Masicar300x300-optimize
monastero interno
domenicale post
Fune 300x300
TdP_Inalazioni