“I Testimoni della Normalità”, il libro di Luisa Ciambella
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VITERBO - L’evento, al quale parteciperà l’autore, sarà trasmesso in diretta sulle pagine Facebook del Centro Studi Aldo Moro – Viterbo, di Luisa Ciambella e della testata online ilViterbese.it

VITERBO – “I Testimoni della Normalità”, il 2 maggio presentazione del libro di Luisa Ciambella

“I testimoni della normalità, la normalità come testimonianza” è il titolo del libro promosso dal Centro Studi Aldo Moro di Viterbo e scritto da Luisa Ciambella che racconta le storie positive di Angela Maria Guidi Cingolani, Beato Domenico Barberi, Mamma Lucia, Arturo Vittori e Bruno Buzzi.

Il volume, edito dalla Società Editrice Romana, sarà presentato lunedì 2 maggio alle ore 17:30 al Centro Culturale Faul della Fondazione Carivit. A introdurre l’evento, organizzato dal Centro Studi Aldo Moro di Viterbo, sarà la giornalista Rai e scrittrice, Giovanna Rossiello; intervengono: Anna Maria Apicella, nipote di “Mamma Lucia”, Maria Chiara Mattesini, ricercatrice e scrittrice, Mario Macini, presidente dell’Associazione “Beato Domenico Baberi” e Don Clestino Kabundi, dell’Associazione Kakasu Onlus. Modera la giornalista Annamiaria Lupi.

“È talvolta affascinante la straordinarietà delle azioni compiute da alcune persone che, in ambiti più o meno circoscritti, hanno fatto e stanno facendo la Storia, e nonostante ciò le loro azioni sono semisconosciute ai più, se non addirittura dimenticate – spiega l’autore, Luisa Ciambella -. Alcuni sono personaggi che si muovono in un contesto storico particolarmente difficile, quello del dopo guerra, altri invece sono contemporanei. Ognuno con la propria missione ma con un denominatore comune: aiutare gli altri”

L’evento, al quale parteciperà l’autore, sarà trasmesso in diretta sulle pagine Facebook del Centro Studi Aldo Moro – Viterbo, di Luisa Ciambella e della testata online ilViterbese.it

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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