I tesori della Tuscia in mostra a Paestum
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Gli Stati Generali La Fune
Dalla Valle dell'Aniene a Villa Adriana, da Ostia Antica al tempio di Giove Anxur. Passando, ovviamente, per la Tuscia, con le varie Vulci, Orte e Tarquinia a mettesi in mostra. I tesori del Lazio saranno infatti i protagonisti assoluti della XVIII Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico, in scena a Paestum dal 29 ottobre al 1 novembre.

Dalla Valle dell’Aniene a Villa Adriana, da Ostia Antica al tempio di Giove Anxur. Passando, ovviamente, per la Tuscia, con le varie Vulci, Orte e Tarquinia a mettesi in mostra. I tesori del Lazio saranno infatti i protagonisti assoluti della XVIII Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico, in scena a Paestum dal 29 ottobre al 1 novembre.

La rassegna, unico salone espositivo dedicato al turismo archeologico, conta sulla presenza di oltre 100 espositori, di cui una ventina provenienti dall’estero. Un momento di promozione e riflessione importante che vanta quest’anno un’importante novità: oltre a un Paese ospite, l’India, ci sarà infatti anche una Regione ospite, il Lazio. Il territorio regionale sarà dunque sotto i riflettori nel corso della quattro giorni, all’interno di un programma dal nome ”Archeologia e Turismo nel Lazio. Passeggiate nel territorio alla scoperta dell’antico”.

Si parte giovedì 29 ottobre alle 12 con la presentazione di ”Medaniene: la rete museale della Valle dell’Aniene”. A seguire si discute di ”Percorsi archeologici e turistici a Villa Adriana, Tivoli”, ”Experience Etruria. Percorsi multisensoriali in terra etrusca”, ”La necropoli etrusca della Banditaccia a Cerveteri”, ”La via Clodia tra paesaggio e archeologia”, “La città etrusca di Volsinii e il Santuario Federale della Lega Etrusca a Bolsena”.

Nel pomeriggio sono invece in programma ”L’area archeologica Lucus Feroniae a Capena, sviluppi e potenzialità”, ”Il Museo Civico Archeologico Lavinium di Pomezia”, ”Il santuario di Giunone Sospita di Lanuvio tra presente e futuro”, ”Vulci in 3D” e ”Il tempio di Giove Anxur e l’architettura del sacro a Terracina”.

Venerdì 30 ottobre si parte alle 13.30 con ”L’Ager Alatrinum, le Mura Poligonali e il Sistema Museale Urbano di Alatri”, ”Cori. Il patrimonio archeologico e monumentale di Età romana” e la presentazione di ”Indagini e nuove scoperte per la valorizzazione condivisa del patrimonio storico archeologico del Litorale Romano”.

Sabato 31 ottobre un dibattito sul ”La valorizzazione della Via Appia Antica nella Regione Lazio e il progetto pilota di Ariccia”, ”Orte sotterranea – la città sotto la città”, ”Dall’antica Aquinum alla Terra di Cicerone”. Domenica 1 novembre, infine, gli appuntamenti con ”L’archeologia nel Museum Grand Tour” e con ”Il sistema Museale Urbano di Lanuvio”.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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