I templari tornano a Viterbo. Dalla Sicilia viene alla luce un pezzo di storia
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I templari tornano a Viterbo, con una mostra al museo civico di Viterbo. Un'iniziativa che va a rafforzare l'offerta di Viterbo nei giorni di Antiquaria 2015.

I cavalieri templari tornano nella Tuscia, dopo circa sei secoli. Il luogo della ricomparsa è il museo civico Rossi Danielli di piazza Crispi, dove apre il 21 marzo la mostra ‘I templari tornano a Vitebo’. Un appuntamento suggestivo, pensato per impreziosire l’offerta cittadina durante i giorni dell’importante ritorno di Antiquaria 2015 (leggi). Con il biglietto di accesso ad Antiquaria 2015 è visitabile sia la mostra sui templari che l’intero museo civico.

I curatori della mostra

A curare questo tuffo nella storia l’associazione culturale Terza Esperide di Palermo, che espone la propria collezione di reperti medioevali collegati al misterioso mondo dei cavalieri templari. Pezzi che fanno parte del progetto Museo Federico II e il Medioevo.

Cosa è in esposizione

In mostra dei preziosi scrigni per le decime, impregnati di eleganza e mistero. Manufatti in prezioso argento, che dovevano probabilmente assoggettare il donatore che avrebbe offerto solo monete in metallo prezioso (l’argento nel medioevo valeva molto più di oggi). Questi rari manufatti racchiudono concetti e motti cavallereschi per avvalorare la sacrale richiesta di finanziamento all’Ordine monastico. In mostra un insieme di rarità e curiosità con oggetti inediti dal carattere islamico arricchiti spesso da decori bizantini, con essenzialità normanna e forza sveva. Un unicum poco conosciuto e irripetibile, frutto di un insieme di culture presenti nel medioevo in terra di Sicilia. In totale saranno esposti una novantina di pezzi.

Gli oggetti scoperti in quasi trenta anni di pazienti ricerche presso private collezioni isolane, e sul mercato antiquario sia nazionale che estero, sono la tangibile presenza del ricordo di sfortunati uomini di chiesa e guerrieri che ebbero una colpa sopra tutte, quella di essere legati a un profondo credo ideale e indistruttibile, anche al di là della vita.

 

 

 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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