I Tarocchi come Specchio dell’Anima: un incontro alla Libreria dei Salici
i tarocchi
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L’incontro si aprirà con una riflessione: “Perché i Tarocchi? Cosa rappresentano davvero?”.

VITERBO – Giovedì 2 ottobre alle 18:30 la Libreria dei Salici ospiterà un evento pensato per chi vuole scoprire i Tarocchi da un punto di vista diverso dal solito. A guidare l’incontro sarà Stefano Apolito, studioso e consulente dei Tarocchi di Marsiglia, formatosi alla scuola di Alejandro Jodorowsky.

Dimenticate le immagini da cartomante e le previsioni sul futuro: l’approccio proposto da Apolito è introspettivo e psicologico, non divinatorio. Le carte diventano un linguaggio simbolico che parla dell’energia presente in ciascuno di noi, uno strumento per leggere e comprendere la realtà del momento e, soprattutto, per partecipare attivamente alla sua trasformazione.

L’incontro si aprirà con una riflessione: “Perché i Tarocchi? Cosa rappresentano davvero?”. A seguire, una breve introduzione per spiegare il significato di questo antico mazzo e il legame tra il gesto di mischiare le carte e le teorie della fisica quantistica, dove l’osservatore influisce sull’osservato.

La seconda parte sarà esperienziale: i partecipanti assisteranno a un esempio concreto di lettura per vedere come i simboli possano indicare direzioni, chiarire situazioni e aiutare a fare luce su dinamiche interiori. L’obiettivo non è dare risposte preconfezionate, ma fornire uno strumento utile per chi desidera mettersi in ascolto di sé.

L’appuntamento è aperto a tutti e a ingresso libero. Non occorrono competenze specifiche: è pensato anche per chi si avvicina ai Tarocchi per la prima volta, spinto dalla curiosità di scoprirne il significato più autentico.

Gli Stati Generali La Fune
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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