
Una delle presenze più costanti nel mondo dello sport sono i soprannomi, da sempre utilizzati in qualsiasi disciplina sportiva. Evitare omonimie, omaggiare un campione particolarmente vincente, esprimere affetto da parte dei tifosi: sono numerosi i motivi per i quali i soprannomi hanno tanta fortuna nel mondo sportivo. Ma ancor più numerosi sono le strade che portano alla nascita di un soprannome: tra sport tradizionali ed eSport i soprannomi continuano la loro tradizione, affermandosi per le ragioni più differenti.
Tradizionalmente, una delle origini più comuni di un soprannome è legata alla provenienza geografica dell’atleta. Juninho Pernambucano, ex centrocampista brasiliano, è così chiamato per via della ragione brasiliana nella quale è nato, il Pernambuco. Diversi sportivi argentini, come i calciatori Roberto Pereyra e Joaquín Correa, condividono poi il soprannome di El Tucu: un riferimento alla regione del Tucumàn dalla quale provengono. Nella pallavolo italiana troviamo poi Lo Zar: Ivan Zaytsev, uno dei simboli della pallavolo azzurra, è così chiamato per via delle origini russe. C’è poi Sven Kramer, ex pattinatore di velocità dei Paesi Bassi, che non poteva essere soprannominato diversamente da L’Olandese Volante.
Spesso sono poi alcuni tratti personali a dare origine a un soprannome: nel bene o nel male, caratteristiche fisiche e caratteriali sono spesso la ragione per la quale uno sportivo riceve il suo soprannome. Così, Roberto Baggio era Il Divin Codino per via dell’iconica pettinatura. Michael Phelps, uno dei nuotatori più vincenti di sempre, era Lo Squalo per la sua spietatezza in acqua. Björn Borg, tennista svedese, per la sua freddezza e distacco ottenne il soprannome di Ice Man: lo stesso, e per i medesimi motivi, dell’ex pilota finlandese di Formula Uno Kimi Räikkönen. In sudamerica, terra dove i soprannomi sono una questione culturale, Javier Saviola era soprannominato El Conejo per via degli incisivi sporgenti come quelli di un coniglio, mentre Diego Milito era soprannominato El Principe per la grande somiglianza con Enzo Francescoli, calciatore uruguagio con il medesimo soprannome. Più indietro nel tempo, invece, troviamo Jorge Higuaín, soprannominato El Pipa per il naso particolarmente pronunciato.
A proposito di Higuaín: il figlio Gonzalo, recentemente ritiratosi, è un ottimo esempio di come talvolta il soprannome sia una questione familiare. I soprannomi di famiglia sono una realtà molto nota anche nel quotidiano, dove da sempre rappresentano una questione identitaria: non sorprende quindi che nello sport si ripropongano dinamiche simili nell’ereditare il soprannome dei genitori. Così, se Jorge Higuaín era El Pipa, il figlio Gonzalo è El Pipita. E come Diego Simeone era El Cholo, suo figlio Giovanni è El Cholito.
In questo scenario, come si pongono i soprannomi degli atleti di eSport? Spesso questi infatti nascono dai nickname, che ogni giocatore sceglie per sé: ciononostante, spesso anche questi seguono le stesse logiche. Quello dei nickname è effettivamente un microcosmo a parte, nel quale a nomignoli totalmente inventati se ne affiancano altri ispirati ad associazioni ben comprensibili. Prendiamo il mondo del poker online, nel quale spesso i giocatori sono noti solo tramite nickname di vario tipo: se IFOLDACES4U, nome scelto da Federico Piroddi, fa ironicamente riferimento a un’azione di gioco, il comasco Michael Ibba ha scelto di ispirarsi alle proprie origini per il suo nickname “Sardo1110”, proseguendo una tradizione geografica che nel poker, ma come abbiamo visto non solo, ha sempre trovato terreno fertile con i vari Minneapolis Meehan o Texas Doyle. Guardando a FIFA, altro videogioco da sempre utilizzatissimo a ogni livello degli eSport, se uno dei videogiocatori più noti di sempre è il francese Bruce Grannec, noto come “The Machine” per la sua freddezza, il soprannome dell’argentino Nicolas Villalba è sempre rimasto il suo nickname, composto semplicemente da nome e anno di nascita: nicolas99fc.
Per finire, spesso i soprannomi più interessanti sono quelli legati ad aneddoti personali degli atleti. È il caso di Hernan Crespo, il cui soprannome di Valdanito è pressoché incomprensibile fuori dall’Argentina: deriva infatti da Jorge Valdano, attore al quale l’attaccante assomigliava molto. Ricardo Izecson dos Santos Leite, invece, è noto come Kakà per via del fratello, dal quale era così chiamato. L’atleta italiano ancora oggi più medagliato delle Olimpiadi è poi lo schermidore Edoardo Mangiarotti, scomparso nel 2012 con 13 medaglie vinte in carriera: era soprannominato Il Re di Spade, in riferimento sia alla carta napoletana che alle sue numerose vittorie. Più familiare anche l’origine del nickname “firstbones”, nome d’arte di uno dei più noti pro player italiani di Super Smash Bros: si tratta infatti di una traduzione alla lettera del cognome di Piero Primossi, un gioco di parole che ha creato un nickname che suona più minaccioso di quanto non sia in realtà.


















