I sindaci di Montefiascone e Capodimonte: "Impianto geotermico, come si può mettere a rischio intere popolazioni?"
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MONTEFIASCONE - "Abbiamo anche scritto al Presidente della Regione, Nicola Zingaretti, perché si opponga con forza all’approvazione dell’impianto umbro, che scaricherebbe i suoi reflui in una delle zone più belle del Lazio", così i primi cittadini di Montefiascone e Capodimonte.

MONTEFIASCONE – ”Noi sindaci di Montefiascone e Capodimonte, Massimo Paolini e Antonio De Rossi, ci affianchiamo al Sindaco di Bolsena nel suo appello al Governo perché non compia il clamoroso errore di autorizzare la centrale geotermica di Castel Giorgio. Abbiamo anche scritto al Presidente della Regione, Nicola Zingaretti, perché si opponga con forza all’approvazione dell’impianto umbro, che scaricherebbe i suoi reflui in una delle zone più belle del Lazio”, così i primi cittadini di Montefiascone e Capodimonte.

“Il Lago di Bolsena – continuano – fa parte della Rete Natura 2000, è Sito di Interesse Comunitario, è Zona di Protezione Speciale e Zona Speciale di Conservazione. Queste forme di tutela, sancite dalla normativa europea recepita dalle leggi italiane, non valgono nulla? Come si può pensare di mettere in pericolo le nostre risorse idriche con un impianto che avrebbe impatti ambientali catastrofici, come dimostrano importanti pubblicazioni scientifiche redatte dai maggiori studiosi del nostro territorio?

L’area del lago di Bolsena è costituita da vulcaniti porose e da rocce fratturate che non danno nessuna garanzia che i fluidi geotermici, ricchi di arsenico ed altre sostanze cancerogene, restino nel sottosuolo senza contaminare l’acqua che beviamo e con cui irrighiamo le nostre fertili terre.

La ditta ITW-LKW Geotermia Italia non ha potuto in alcun modo garantire che la grande falda acquifera che alimenta il lago non venga contaminata.

E vogliamo parlare del rischio sismico? Nella zona a nord del lago si sono verificati negli ultimi decenni numerosi eventi sismici di grande intensità. Come si può mettere a rischio con tanta leggerezza intere popolazioni senza adottare il sacrosanto principio di precauzione?”.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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