I sindaci della Tuscia firmano in Prefettura il protocollo per la legalità
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VITERBO - Firmato questa mattina in Prefettura il protocollo di legalità per la prevenzione dei tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata nel settore dei pubblici appalti e per la prevenzione dei fenomeni di corruzione.

VITERBO – Firmato questa mattina in Prefettura il protocollo di legalità per la prevenzione dei tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata nel settore dei pubblici appalti e per la prevenzione dei fenomeni di corruzione.

I sindaci della provincia si sono incontrati nella sala Coronas, alla presenza del prefetto Giovanni Bruno, dei rappresentanti delle forze dell’ordine di carabinieri e finanza, del presidente della Provincia Pietro Nocchi.

“Il protocollo – così in una nota della Prefettura – costituisce un ulteriore tassello attraverso il quale la Prefettura cerca di creare un sistema strutturale per il contrasto dei fenomeni di illegalità e penetrazione mafiosa nel ciclo dei contratti pubblici degli enti locali della Provincia”.

“Le parti firmatarie del protocollo – prosegue la nota – con la Prefettura, Provincia di Viterbo e tutti i comuni della provincia di Viterbo, che in tale ambito sono stazioni appaltanti, hanno come obiettivo quello di assicurare, pur nel rispetto del principio della libertà di mercato, la realizzazione del preminente interesse pubblico alla legalità ed alla trasparenza nel settore degli appalti, esercitando appieno i poteri di monitoraggio e vigilanza attribuiti dalle leggi vigenti anche ai fini di prevenzione, controllo e contrasto dei tentativi di infiltrazione mafiosa, di prevenzione dei fenomeni di corruzione e di verifica della sicurezza e regolarità dei cantieri”.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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