I sassolini nella scarpa di Daniela Bizzarri
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VITERBO - Daniela Bizzarri, consigliere comunale dell'era Michelini scrive alla redazione de La Fune una lettera dove si toglie alcuni sassolini dalla scarpa. La riproponiamo integralmente.

VITERBO – Daniela Bizzarri, consigliere comunale dell’era Michelini scrive alla redazione de La Fune una lettera dove si toglie alcuni sassolini dalla scarpa. La riproponiamo integralmente.


Sono certa che nella vita c’è sempre un tempo per tacere e un tempo per parlare.

Per 5 lunghi anni in Comune, non si è mai potuto neanche sussurrare, per non disturbare i ”manovratori” e perché siamo stati sempre sul filo del rasoio.

Ora sono una donna libera e voglio che la gente sappia e riesca a non giudicare tutti alla stessa maniera.

Iniziamo dal primo capogruppo Francesco Serra, che lo e stato sempre e solo per 7 e non per 12 consiglieri (non credo che nessuno potrà smentirmi perché ho le prove certificate di quello che sto scrivendo). Dall’inizio del mio mandato era mia intenzione creare in comune un “centro di ascolto” ( per altro ne sono la promotrice dal 1990). L’assessore ai Servizi Sociali, che oggi siede in Regione pur non essendo stata votata, cercò in tutti i modi di boicottare questa mia iniziativa che peraltro faceva parte della mia delega alle pari opportunità. In pratica non si riuscì a trovare una stanza, un buchetto, un corridoio , ed io allora ricevevo le persone o nella stanza degli assessori gentilmente concessa, o nella prima stanza che trovavo, al bar e persino a casa mia. A tale proposito mi corre l’obbligo di ringraziare pubblicamente l’allora Sindaco Giancarlo Gabbianelli e l’assessore ai servizi sociali Mauro Rotelli, che alla mia richiesta di una iniziativa uguale, nell’arco di 4 mesi mi misero a disposizione la stanza, i mobili e le utenze.Ritornando al nostro capogruppo, quando la consigliera Troncarelli divenne assessore, chiesi al medesimo di poter fare la presidente della IV commissione che riguardava i servizi sociali, cosa di cui mi sono occupata da oltre 30 anni. La sua secca risposta fu “l’ho già promessa a Troili”, senza riunire nessuno, della serie “ io sono io e tu non conti ….”. Ma la cosa più sconcertante fu l’ammonimento della Troncarelli ascoltato da tanti “ tutti meno che la Bizzarri “. Per me era voler portare un contributo, ma certamente leggendo i curriculum sarebbe stata “lesa maestà “.Il secondo punto riguarda la Dottoressa Frittelli che per due anni ho sostituito in IV commissione, che non ci ha mai consentito di fare consigli di mattina perché operava, e che in ogni caso non si presentava mai comunque agli altri consigli, facendo fare a tutti i presenti una figura barbina in quanto anche in seconda convocazione molte volte non avevamo il numero, e non rispondeva neanche al telefono ne al sindaco ne al nuovo capogruppo Mario Quintarelli. Bene ora la mattina non opera più e siamo felici, perché ciò vuol dire che la patologia che cura è in calo. Riesce già a venire a due consigli e parla pure, magari contro,ma parla. Da ricordare, interventi suoi in 5 anni non ce ne sono. Se fossi una scrittrice, un libro ci starebbe tutto.

In ogni caso, e concludo, qualcuno potrà pensare che io sia adirata per la mancata mia elezione. Assolutamente no, io ho fatto solo il mio lavoro e il mio dovere con coscienza e dedizione, 6 assenze in 5 anni, sempre presente in commissione, e in mezzo alla gente e per la gente. Il mio telefono è stato acceso h24 e non c’è stata una persona alla quale non abbia risposto o non abbia cercato di risolvere anche i piccoli problemi. Questo per me si chiama fare una politica onesta.

Ringrazio pertanto le 100 persone che mi hanno votato, e soprattutto quelli che non lo hanno fatto perché auguro loro di trovare migliori risposte da coloro a cui hanno dato il loro sostegno.

Ora sono serena perché con la politica non ho guadagnato nulla e vado a testa alta, e soprattutto a chi come me,che ha voglia di fare, non mancherà mai il lavoro.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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