I Rolling Stones nella Tuscia? Calmi, è solo un pesce d'aprile. Lettore tenta un controscherzo a La Fune
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Il primo pesce d'aprile nella storia de La Fune diverte molti e dà vita a un controscherzo fantastico da parte di un lettore.

Per il primo “primo aprile” de La Fune vi abbiamo voluto stupire con effetti speciali. Questa mattina dal nostro/vostro giornale è partita la notizia dei Rolling Stones in arrivo nella Tuscia per girare un video. Il tutto nei giorni precedenti il concertone romano del prossimo 22 giugno al Circo Massimo.

 

Possiamo dire che ci reputiamo soddisfatti del giro che questo lancio ha fatto nell’arco della giornata. Decine i “mi piace” conquistati direttamente sul sito, una miriade di condivisioni e rilanci nei social network più in voga e anche qualche telefonata e messaggino whatsapp da parte delle persone a noi più vicine. Il fascino di Mick Jagger è ancora spropositato e l’idea di poterli avere sotto casa ha disorientato parecchi. Tanti anche i commenti divertiti di chi, “sgamando” lo scherzo, ha giocato sulla notizia. La replica più divertente che abbiamo incassato? Quella del signor Eleonello Iolandi: “Produzione del filmato sarà: La Pescatrice Film con la regia di Aprile Primo”. Insomma, ci ha replicato per le rime. Abbiamo apprezzato e ci ha fatto ridere, grazie!

 

IL CONTROSCHERZO TENTATO ALLA REDAZIONE DE LA FUNE

 

C’è però uno “stramaledetto” che ha tentato di farci un controscherzo, contattandoci e raccontando che i Rolling Stones erano stati a Viterbo anche in passato. Correvano gli anni ’60 e questi giovani, secondo il nostro lettore, approdarono da Schenardi. Il “truffaldino” si è spinto fino al punto di inviarci una foto, in bianco e nero, con Mick Jagger e uno della band mentre mangiano spaghetti a un tavolo. Poteva veramente sembrare Schenardi e siamo rimasti un po’ a bocca aperta. Pensando di aver portato a casa un vero scoop da una “supercazzola” siamo stati freddati quando l’informatore è scoppiato a ridere. Buon primo aprile a tutti.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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