I residenti del centro: "Se si continua così tutte le case rimarranno chiuse"
fontana grande
800 Monastero
La chiusura del centro storico messa in campo dall'amministrazione Michelini è un atto importante ma che inevitabilmente sta generando anche disagi su determinate categorie di viterbesi. Vi proponiamo il punto di vista dei residenti.
Palazzo dei Priori

Chiusura del centro storico, i residenti non condividono alcune scelte fatte dall’amministrazione e invitano a rivedere il tutto. “Se si continua così tutte le case dentro le mura rimarranno chiuse”, ci scrive un residente. La situazione di fatto non è tutta rose e fiori, come era prevedibile. E ognuno si rende conto dei propri disagi.

 

Leonardo Michelini ha messo mano, di questo gli va dato merito, a un problema che per troppi anni è stato lasciato a bagnomaria. La chiusura del centro storico è sicuramente un fattore di modernizzazione e valorizzazione della città. Di certo bisogna tener conto di tutte le situazioni su cui si va ad agire e, di conseguenza, pesato tutto vanno prese delle scelte. Vi proponiamo la versione integrale della lettera, firmata dal dottor Claudio Matterini e indirizzata al sindaco Michelini e all’assessore Alvaro Ricci, perché sia da stimolo per l’amministrazione a migliorare quanto sta facendo.

 

LA LETTERA CHE MANIFESTA I DISAGI E LE PERPLESSITA’ DEI RESIDENTI

 

Egregio signor sindaco,
sono a scriverle al fine di dare a lei ed all’assessore Ricci uno spunto di riflessione, quantomeno un altro punto di vista.
La unicità del centro storico della città di Viterbo è fuori di dubbio e sicuramente l’eliminazione degli stalli per le auto nelle principali piazze permette una maggior fruizione delle bellezze architettoniche, che questa città ha ereditato dai secoli scorsi.

 

Il problema per chi in quei quartieri è residente è l’assenza di alternativa nel parcheggio.
Vede signor sindaco a noi residenti già si chiedono molti sacrifici per permettere alla città di vivere le proprie manifestazioni, quali San Pellegrino in Fiore, Caffeina, Viterbo a Colori, le Mille Miglia, e tante altre che lei conoscerà meglio di me. Ora il decreto “svuota-piazze” chiede un improbo e ulteriore sacrificio, perché è stato messo in atto senza prevedere una tutela e un’alternativa per chi lì risiede, e addirittura è stato attuato quando a causa di lavori in corso alcuni stalli lungo via Sant’Antonio sono indisponibili.

 

Ora se è un diritto fruire della bellezza del centro storico per cittadini e visitatori, è  altresì un diritto non calpestare la qualità di vita dei residenti, invece questo nostro diritto è stato trascurato dalla sua giunta, avete tolto la possibilità di parcheggiare, non dico sotto casa, ma ad una distanza accettabile dalla propria abitazione.

 

Le piazze vuote saranno più belle, ma cosa dire a quella madre che sotto la pioggia con cartella e magari la borsa del nuoto, o calcetto, o danza deve avviarsi la mattina alla ricerca della propria macchina con il figlio tenuto per mano per accompagnarlo a scuola, ovvero cosa dire a quei residenti che hanno necessità di essere reperibili per motivi di servizio sia il giorno che la notte, o a chi, magari non più nel vigore della giovane età, deve trasportare la sporta della spesa dal parcheggio fino al portone? Le sembra giusto dire a questi cittadini di cercare un parcheggio a Valle Faul, o magari fuori porta San Pietro?

 

Vuotate le piazze, ma non pensate ad alcuna alternativa, non date servizi. Mi sembra troppo facile così ci saremmo riusciti tutti a regolamentare il traffico del centro storico.
Al danno poi si unisce la beffa di vedere le stesse piazze che sono vuote fino alle 20, riempirsi di notte delle auto degli avventori dei tanti locali che sono proliferati in quella zona del centro, che approfittando dell’assenza dei controlli, arrivano e comodamente lasciano le proprie vetture nelle stesse piazze dove durante il giorno si sono accaniti i controlli. Quegli stessi avventori che spesso riempiono le strade di schiamazzi fino a tarda notte e di bottiglie, bicchieri di plastica, lattine e rifiuti fino al mattino.

 

Per cui ai residenti si lascia l’onere di cercare un parcheggio regolare seppur distante dalla propria casa, chi lì deve svagarsi e arriva la sera si trova i posti riservati!
Evidentemente della bellezza architettonica del centro si può fruire solo in alcune ore.
Ora quale potrebbe essere una conseguenza di questa scelta della sua giunta, che la cosiddetta “società civile”, termine di cui ci si riempie la bocca durante le campagne elettorali, fugga da quelle zone e lasci nel quartiere case vuote e “case chiuse”. Questo sarebbe pericoloso, perché vede signor sindaco il decoro di un quartiere non è dato dall’assenza delle auto, ma dalla presenza di residenti rispettabili, che si fanno carico ogni anno a proprie spese di mantenere gli stabili in sicurezza e dignitosi, la fuga dei residenti uccide un quartiere, non lo fa vivere.
Ci ripensi Signor Sindaco ci dia dei parcheggi in prossimità delle nostre abitazioni, oppure ripristini gli stalli nelle piazze e faccia in modo che vengano rispettati giorno e notte, le auto se parcheggiate ordinatamente non la imbruttiscono una città, ma la rendono fruibile.
Restando a disposizione per una collaborazione fattiva, porgo distinti saluti,

 

800 Monastero
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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