

VITERBO – La vicenda dei reperti etruschi, cinquanta cassette di materiali, a Palazzo Donna Olimpia (Porta San Pietro) ha destato parecchia attenzione negli ultimi giorni. In pochi sapevano della loro esistenza. Erano stati depositati all’interno del Palazzo molti anni fa, poi abbandonato per ragioni di sicurezza, e lì rimasti. Tanto che quando a rendere pubblica la notizia, a seguito del crollo di una porzione del tetto dello stabile, era stato l’ex assessore al patrimonio Barbieri gli attuali inquilini di Palazzo dei Priori “sono caduti dalla sedia”.
Da quanto ci risulta avrebbero tentato una prima verifica sulle carte in possesso dell’ente, non trovando alcun riscontro. Poi, in dialogo con la Soprintendenza, il giallo è stato risolto. La stessa Soprintendenza è intervenuta e ha provveduto a mettere in sicurezza, all’interno di un proprio deposito a Oriolo Romano, i beni. Ma la “fuga” da Viterbo sarebbe destinata a essere momentanea. Dal loro “secondo ritrovamento” i beni etruschi sarebbero diventati oggetti di riflessioni in seno all’attuale maggioranza. L’obiettivo sarebbe quello di toglierli dalle casse e restituire dignità, esponendoli in un luogo accessibile. Il più papabile di tutti, secondo indiscrezioni, sarebbe l’ex Lazzaretto del Sacrario. Oggetto di importanti lavori di ristrutturazione e adeguamento, con fondi PNRR, l’immobile è destinato a ospitare una infopoint turistico.
Così i reperti etruschi diventerebbero un modo per dare il benvenuto ai turisti. Nelle ultime ore sul tema è intervenuto ufficialmente l’assessore alla Cultura Alfonso Antoniozzi con una nota.
“A seguito del crollo del tetto del palazzo Donna Olimpia, all’interno del quale erano da tempo depositati reperti provenienti dagli scavi del sito archeologico Acquarossa, si è reso necessario intervenire con la massima urgenza per garantirne la piena tutela – scrive l’assessore -. In questo passaggio particolarmente delicato, desidero esprimere un ringraziamento sincero e non formale alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e l’Etruria Meridionale, che ha dimostrato ancora una volta grande attenzione istituzionale e concreta capacità operativa. La Soprintendenza ha infatti offerto la disponibilità a prendere in carico i reperti e a collocarli in ricovero nei propri locali, assicurando condizioni di conservazione idonee e immediatamente disponibili, indispensabili in una situazione di emergenza come quella che si è determinata.
Parallelamente, l’amministrazione sta valutando tutte le ipotesi possibili, con particolare riferimento agli immobili che torneranno nella disponibilità del Comune al termine dei lavori di restauro e consolidamento attualmente in corso su una parte significativa del nostro patrimonio immobiliare, con l’obiettivo di individuare uno spazio idoneo che possa accogliere stabilmente tali materiali e restituirli alla fruizione pubblica. La qualità della collaborazione istituzionale che si è attivata in questa circostanza rappresenta un elemento decisivo, perché consente di affrontare con efficacia una criticità reale, trasformandola in un percorso ordinato di tutela e valorizzazione del patrimonio”.

















