“I ragazzi escono da un isolamento tremendo, è importantissimo riunirli e dargli momenti di gioco e di relazione sociale”
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VITERBO - Il coach della Blu star Lillo Ferri interviene sulla ripresa dell'attività.

VITERBO – Il coach della Blu star Lillo Ferri interviene sulla ripresa dell’attività.

“E’ sicuramente una bella notizia quella della ripartenza immediata dell’attività cestistica della Blu star Viterbo che appena uscito il protocollo Fip si è subito organizzata per permettere a tanti ragazzi iscritti di proseguire un percorso interrotto bruscamente ai primi di marzo.

Grande merito di questa iniziativa va alla parrocchia della Verità e al parroco don Elio, che ha subito accolto la richiesta del sodalizio viterbese mettendo a disposizione tutti gli spazi disponibili dell’oratorio.

“E’ un dovere morale che dobbiamo ai nostri ragazzi oltre al grande piacere di rivederli – afferma coach Lillo Ferri –. Noi abbiamo un’utenza di bambini/ragazzi che vanno dai 5 ai 14 anni, fasce d’età che escono da un periodo d’isolamento e di fermo fisico tremendo e considerato che non ci saranno i campi estivi ci sembra importantissimo riunirli e dargli momenti di gioco e di relazione ricostruendogli una vita sociale bruscamente interrotta.

L’idea è di proseguire minimo fino a fine giugno per poi vedere se procedere anche a luglio alternando un lavoro tecnico ad uno fisico per il quale avremo il supporto del professor Fernando Forti, professionista e leader di prima fascia del settore della preparazione fisica che lavorerà con percorsi mirati alla ripresa motoria.

Per quanto riguarda le procedure sanitarie da seguire il presidente della Blu star Maria Giovanna Falchi assicura un regolare rispetto del protocollo compresi i mini gruppi da otto giocatori massimo sul campo di gioco”.

“Abbiamo una grande voglia di riprendere subito e un grande entusiasmo trasmessoci dai tanti messaggi dei nostri ragazzi – conclude Maria Giovanna Falchi –. Non possiamo concludere la nostra stagione senza premiare i nostri ragazzi come da tradizione organizzando la solita festa finale”.

 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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