I ragazzi di Eta Beta rapiscono il cuore di Matera con 'Fantasmagorie'
Fantasmagorie
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I ragazzi di Eta Beta conquistano Matera. Grande successo per lo spettacolo che si è tenuto lo scorso sabato in Basilicata.

Successo al Teatro Duni di Matera per i ragazzi viterbesi di Eta Beta. Lo spettacolo ‘Fantasmagorie’, di Sandro Nardi, ha strappato un incredibile applauso a gli oltre 700 spettatori. Quello di sabato scorso è stato un incontro importante perché all’interno della candidatura di Matera a città europea della cultura. Si sono esibiti sul palco sul palco Chiara, Maria Celeste, Silvano, Michele, Adriana, Tayla, Alessio, Enrico, Marta, Lorenzo, Federico, Daniele, Stefano, Corrado, Roberto, Stefano, Ilaria, Arianna, Simona.

 
L’evento rientra nel progetto di teatro integrato coordinato dal dottor Marco Marcelli dell’Unità Operativa Complessa di Neuropsichiatria Infantile della Ausl di Viterbo, giunto al diciannovesimo anno e realizzato in collaborazione con l’associazione Eta Beta onlus presieduta dal dottor Aurelio Cozzani e la Cooperativa Sociale “Gli anni in tasca”. Il progetto, ideato dal compianto professor Giorgio Mauro Schirripa, nel corso degli anni si è sempre più affermato come un ottimo mezzo di integrazione e socializzazione: il gruppo educativo, coordinato da Gianpietro Brizi, è composto da Martina Balletti, Immacolata Belardo, Paol a Maggi, Orlando Meloni, Susi Ostarello.

 

Complimenti a questi viterbesi che hanno saputo dare vanto alla città.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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