I ragazzi della scuola media Pietro Vanni pittori delle porte della scuola
PORTE
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VITERBO-Il progetto della scuola secondaria di primo grado Pietro Vanni è stato realizzato sotto la guida della professoressa Laura Principi

VITERBO- “Porta… l’arte a scuola” per entrare in un’opera d’arte. Come suggerisce lo slogan, il nostro progetto nasce dall’intenzione di creare uno spazio artistico nell’ambiente in cui i nostri alunni quotidianamente vivono e vederli coinvolti nella riproduzione di alcuni capolavori pittorici sulle porte delle aule della scuola secondaria di primo grado dell’istituto comprensivo Pietro Vanni.

Il laboratorio prevede una prima fase teorica di osservazione e analisi delle opere, e una seconda fase operativa, in cui gli alunni organizzati in piccoli gruppi, guidati dalla docente di arte e immagine professoressa Laura Principi, riproducono in scala a matita sulla porta un primo bozzetto per poi dipingerlo con la tecnica della pittura a tempera acrilica.

In un mondo in continua e rapida evoluzione, è necessario un regolare aggiornamento di metodi e strumenti di apprendimento. L’arte ci insegna il suo passaggio, la sua rottura con il tradizionale e la sua impossibilità di aderire ad un’esistenza universale e oggettiva. Negli anni, l’abbiamo vista privarsi del suo valore realistico e rivestirsi della funzione di esprimere emozioni, pulsioni e desideri.

Qual è il nostro obiettivo quindi? Il progetto intende promuovere la metodologia del “learning by doing”, o in questo caso “imparare l’arte e dall’arte”, attraverso un riscontro pratico e giocoso che possa coinvolgere i nostri ragazzi e al contempo affascinarli.

L’arte è bellezza e valore, soggettività ed emozione… ed educare alla bellezza significa favorire la conoscenza di se stessi e del mondo che li circonda.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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