I quindici casi di Tuscania e l'esempio del sindaco Bartolacci che sta lavorando per soffocare il contagio anche contro gli idioti che minimizzano
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TUSCANIA - Questa è Tuscania a pochi giorni dal materializzarsi del Covid-19 in terra di Tuscia. Sicuramente il comune dove, facendo la proporzione tra casi e popolazione, il coronavirus sta - al momento - avendo la maggiore diffusione.

TUSCANIA – Quindici casi di contagio su una popolazione di poco sopra agli 8mila abitanti. Questa è Tuscania a pochi giorni dal materializzarsi del Covid-19 in terra di Tuscia. Sicuramente il comune dove, facendo la proporzione tra casi e popolazione, il coronavirus sta – al momento – avendo la maggiore diffusione.

Il sindaco Fabio Bartolacci è in prima linea e da giorni sta comunicando in maniera seria con i propri cittadini. Lo fa con toni forti e con un video al giorno, che utilizza per aggiornare sui numeri e sulle misure prese per soffocare la diffusione del virus. Nel video di oggi Bartolacci pronuncia queste parole: “Non voglio essere pessimista, stiamo combattendo questa battaglia tutti insieme per vincerla. Dispiace che qualcuno va a suggerire ai giornali che io faccio facile allarmismo. Rispondo da qui a chi dice queste idiozie: forse non ha la televisione o non legge i giornali. Stiamo combattendo una battaglia difficile, apprezzo chi ci sta aiutando”.

Sì perché Bartolacci è forse quello che meglio ha capito, anche perché la situazione di Tuscania è più significativa sul piano dei numeri già palesati di contagio, che la questione è complicata. Sempre nell’ultimo messaggio è chiaro con i suoi cittadini: “Non illudetevi che finirà il 30 aprile”. Abbiamo buone ragioni di credere che quanto dice Bartolacci corrisponda al vero, a dispetto di quanti ancora cercano di sminuire e minimizzare. 

Bartolacci ha oggi introdotto una nuova disposizione: vietato l’ingresso nelle attività commerciali a chi non indossa una mascherina. E’ il primo sindaco della Tuscia a farlo e abbiamo deciso di scrivere questo articolo per sottolineare il nostro plauso e il nostro pieno sostegno alla misura introdotta. Ci auguriamo che gli altri sindaci possano prenderlo a modello e fare propria questa disposizione con specifiche ordinanze. 

Dobbiamo guardare a Wuhan per capire come uscire dal tunnel. E sfidiamo chiunque a trovare una sola foto o immagine di quel pezzo di Cina che sta sconfiggendo il virus dove viene immortalata una sola persona senza mascherina e guanti. La misura andrebbe resa obbligatoria proprio per uscire di casa. Non per garantire chi le indossa dal contagio ma per impedire che gli asintomatici continuino a spandere il morbo. 

E’ questo che tanti frequentatori di Facebook non capiscono quando arrivano addirittura a dileggiare chi indossa questi presidi di protezione. Mascherine e guanti vanno indossati. Anche quelli in stoffa. Così è stato fatto in Cina e non importa se viene fuori il medico della Sgurgola, con tutto il rispetto della Sgurgola, che in questo momento di grande caos deve fare presente la sua esistenza e magari dice che non servono. 

Si sta giocando una battaglia difficile, piena di incertezze. Piena di cose non confermate e non confermabili. Se hai la mascherina e tossisci non disperdi quello che hai dentro. Semplice, banale. Meglio eccessi che maglie larghe. Perché ha ragione Bartolacci e se non si combatte, se ancora si gioca a dire che tutto va bene, le cose non miglioreranno affatto. Anzi andranno sempre peggio. E questo mette a rischio la salute di tutti e gli affari legittimi di ognuno. 

Per questo siamo a esprimere pubblicamente il nostro appoggio, come giornale, alla sua azione. Perché non abbiamo bisogno, in questo momento, degli idioti che parlano di “esagerazioni” e che danno ai sindaci in prima linea degli esagerati quando cercano di prendere decisioni difficili per tutelare la salute delle proprie comunità. Forza sindaco, combatti per la tua bella Tuscania. 

 

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