I pirati infestano le acque del lago di Bolsena e pianificano l'assalto per "la libera fruizione di Martana e Bisentina"
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"Il lago è di tutti, le sue isole anche", questo il motto della battaglia che si preparano a combattere. Niente cannonate ma carte bollate, al massimo.

BOLSENA – I pirati infestano le acque del lago di Bolsena e lanciano un appello e una raccolta firma per rendere di libero accesso le isole Martana e Bisentina.

In questi giorni hanno già fatto notare la loro presenza, scorrazzando a varie distanze dalla costa e attivando anche dei fumogeni. La notizia ha iniziato a circolare ma non è ancora di dominio pubblico.

“Il lago è di tutti, le sue isole anche”, questo il motto della battaglia che si preparano a combattere. Niente cannonate ma carte bollate, al massimo. “Stiamo formando il comitato i pirati di Bolsena – annunciano – e siamo solo all’inizio. Vogliamo un accesso pubblico e regolamentato alle isole, per permettere a tutti di vivere la bellezza che ci appartiene”.

“Le isole Bisentina e Martana sono gioielli del nostro territorio, ma oggi sono chiuse ai cittadini. Noi diciamo no alla privatizzazione e sì al bene comune – continuano”.

Ora la Martana è effettivamente chiusa al pubblico, sulla Bisentina va fatto un discorso diverso perché esiste una possibilità di visita. Certo è a pagamento e i pirati vorrebbero fosse tutto gratuito. La raccolta firma alla petizione lanciata online (clicca qui) è partita, bisognerà vedere cosa accadrà dal punto di vista delle adesioni.

Sta di fatto che le due isole sono di proprietà privata e l’accesso è disciplinato dai legittimi proprietari, quindi qualsiasi azione di forza di fatto è un reato. Però il movimento dei pirati potrebbe aprire un antico tema, che tirerebbe in ballo i comuni del lago e la scarsa lungimiranza. Acquistare le isole e aprirle al turismo poteva essere interessante.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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