
ORTE – Il Comitato Pendolari Orte e il Comitato Pendolari Teverina, che coinvolgono mille famiglie del Viterbese, hanno scritto una lettera – indirizzata ai presidenti delle regioni Umbria Lazio e Toscana (Stefania Proietti, Francesco Rocca ed Eugenio Giani), agli assessori competenti delle tre regioni (Francesco De Rebotti, Fabrizio Ghera e Stefano Baccelli) per richiedere la fermata a Orte del treno Regionale Veloce 4514.
“In concomitanza con i lavori di restiling dei binari 1, 1 est e 2 est della stazione Termini, consultando l’applicazione “Trenitalia”, abbiamo appreso che dal 7 agosto al 5 settembre 2025, il RV 4514 per Foligno (con partenza dalla stazione Termini alle ore 17:00) effettua servizio viaggiatori a Orte.
Facendo altresì seguito alla richiesta formale inviata dalla Regione Lazio alla Regione Umbria in data 25 luglio, chiediamo alla Regione Umbria che tale fermata possa essere garantita anche dopo il 5 settembre 2025, al fine di alleggerire il RV 4106 per Firenze con partenza da Termini alle 17:20. E’ ormai da oltre 7 mesi che, per i lavori di ammodernamento della linea Direttissima allo stato non ancora ultimati (da un’intervista
rilasciata dall’AD di FS è emerso che gli stessi si protrarranno anche nel 2026), i pendolari diretti a Orte e nella bassa Umbria (es. Attigliano), stanno subendo pesanti disagi.
A causa dell’assenza di collegamenti RV destinati alla DD nella fascia compresa tra le 14:28 e le 17:30, ed essendo il RV 4106 il primo treno con fermata a Orte programmato in DD, quest’ultimo convoglio risulta sovraffollato anche in periodo di ferie. Non osiamo immaginare cosa possa diventare al rientro dalle ferie di tutti i pendolari!
Il sovraffollamento di tale treno è anche determinato dall’instradamento in linea lenta del successivo RV 4530 per Viterbo delle 17:27 da Roma Termini che, per arrivare a Orte, impiega 30 minuti di tempo in più rispetto a dicembre 2024.
Fintanto che permarranno tali condizioni, auspichiamo che il RV 4514 possa fermare a Orte, garantendo a tutti i pendolari diretti a Orte, ivi inclusi quanti residenti nei comuni limitrofi anche dell’Umbria, un ritorno a casa in condizioni dignitose e in tempi accettabili.
Confidiamo, altresì, che la Regione Lazio acconsenta ad eventuali richieste di cooperazione e collaborazione di macro-area dovessero pervenire dalla Regione Umbria”.


















