I MoRi a Michelini: "Caro sindaco incontriamoci, abbiamo la stessa dignità del Pd"
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Prosegue la tempesta di lettere all'interno della maggioranza con quella dei Moderati e Riformisti al sindaco Leonardo Michelini. Una lettera con la quale i MoRi chiedono pari dignità e chiedono al sindaco di tenere in conto del loro peso: "Il nostro senso di responsabilità non sia scambiato per accondiscendenza".

Prosegue la tempesta di lettere all’interno della maggioranza con quella dei Moderati e Riformisti al sindaco Leonardo Michelini. Una lettera con la quale i MoRi chiedono pari dignità e chiedono al sindaco di tenere in conto del loro peso: “Il nostro senso di responsabilità non sia scambiato per accondiscendenza”. A chiedere l’incontro è il coordinamento provinciale dei Moderati e Riformisti al quale fanno riferimento tutti i consiglieri di maggioranza che non sono del Pd, ma non il gruppo consigliare al quale appartiene solo Paolo Moricoli. Ma questa confusione ormai è già storia.

 

La lettera integrale

Caro Sindaco

stiamo valutando positivamente le iniziative avviate per superare definitivamente la crisi politica che parte del Pd locale ha innescato ormai da troppo tempo al Comune di Viterbo. Ti rappresentiamo la necessità/opportunità politica di calendarizzare un prossimo incontro con i Moderati e Riformisti atto a individuare modalità condivise utili a non disperdere gli sforzi da te messi in campo nell’interesse della Città.

E’ soltanto attraverso il confronto e il dialogo che possiamo riprendere un percorso unitario teso a salvaguardare quanto di buono fatto in questi anni. Noi rappresentiamo una realtà consolidata ed esprimiamo una sensibilità politica diversa dal Partito democratico al quale chiediamo un rapporto di pari dignità che dovrà essere garantito dalla tua persona.

Vogliamo evitare che il prevalere di un atteggiamento di responsabilità fin qui da tutti noi dimostrato venga interpretato come una forma di accondiscendenza ad un rapporto politico sbilanciato. Siamo certi che il tuo equilibrio, le tue capacità di sintesi e di confronto possano essere elementi preziosi ed imprescindibili per ristabilire un governo coeso della Città di Viterbo.

Coordinamento provinciale Moderati Riformisti

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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