I migliori videogame a tema distopico e post-apocalittico
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Quando una software house progetta un videogame, innanzitutto cerca di capire quale tema possa andare incontro alle esigenze di un pubblico ampio e mainstream.

Quando una software house progetta un videogame, innanzitutto cerca di capire quale tema possa andare incontro alle esigenze di un pubblico ampio e mainstream. Da questo punto di vista, esistono poche tematiche in grado di competere con quelle che fanno riferimento agli universi distopici e post-apocalittici. Il motivo è presto detto: questi temi esercitano un fascino unico sul giocatore, in quanto fanno leva sulla paura o sulla curiosità di un mondo tornato allo stato selvaggio, dopo una ipotetica catastrofe che può avere origini diverse. Ma quali sono i migliori videogiochi facenti parte di questa categoria?

The Last of Us

Tra i titoli più rinomati del genere post-apocalittico troviamo The Last of Us, un’opera magistrale firmata da Naughty Dog. Il gioco è ambientato in un futuro in cui un’infezione fungina ha decimato la popolazione umana, e i protagonisti sono Joel ed Ellie, due sopravvissuti che cercano di trovare una speranza nell’oscurità. La narrazione è avvincente, incalzante, ricca di colpi di scena e di momenti commoventi. Il gameplay viene considerato ancora oggi come uno dei migliori di questo genere, per non parlare poi della grafica.

Nitropolis

Non solo adventure games, dato che il tema della distopia lo si trova anche nel comparto delle slot, sebbene non sia affatto frequente. Questo rende Nitropolis Slot ancor più speciale, considerando appunto la rarità delle macchinette ispirate al tema dei mondi post-apocalittici. Rispetto ad altri giochi del genere, però, Nitropolis aggiunge degli elementi speciali. Innanzitutto ha una grafica che ricorda molto da vicino i platform degli anni ’90, e in secondo luogo viene guidata da uno spirito stravagante. I protagonisti, infatti, non sono i classici predoni che vagano per le strade di un mondo stravolto, ma le gang di animali, pronte per scatenare il caos.

Fallout 4

Quando si parla di giochi ambientati in scenari post-apocalittici, non è possibile non far riferimento alla saga di Fallout, che trova nel quarto capitolo la sua espressione migliore. Il noto videogame prodotto da Bethesda (la stessa software house di The Elder Scrolls) punta sostanzialmente sul fattore esplorazione, in un mondo incredibilmente vasto e ricco di pericoli. Una delle sue peculiarità più interessanti è il sistema di crafting delle armi molto avanzato, e i numerosi dialoghi con gli altri personaggi del gioco, che possono influenzare in modo netto il prosieguo della storia.

Cyberpunk 2077

Cyberpunk 2077 viene considerato da molti come uno dei flop più clamorosi dell’epoca moderna dei videogames, soprattutto per i problemi relativi alla grafica avvenuti ai tempi del lancio ufficiale. Oggi ogni spigolo è stato smussato e, anche se con un pizzico di ritardo, questo videogame è entrato ufficialmente nella lista dei migliori giochi di sempre a tema Sci-Fi. Pur non essendo puramente post-apocalittico, Cyberpunk 2077 possiede molti elementi che lo avvicinano a questa categoria, offrendo fra le altre cose una libertà al player davvero vasta.

Non si finisce qui, perché esistono molti altri giochi degni quantomeno di una citazione, come Horizon Zero Dawn e i vari videogame ispirati al personaggio di Mad Max. Infine, ecco altri titoli da provare come Death Stranding e NieR Automata.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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