














INSIDE – A Marta, quando soffia il vento dal lago, l’aria sa già di promessa. Non è solo il 14 maggio; qui la Festa della Madonna del Monte si respira tutto l’anno. Cammini tra i vicoli del borgo dei pescatori e vedi i “Passanti” che si preparano in silenzio, con quel sacro fuoco che arde sotto la pelle.
Ho cercato di fermare questi istanti, fotografie realizzate sottovoce, nate solo per amore di questa festa. Il colore dominante è il bianco delle camicie inamidate, un candore che acceca sotto il sole di maggio, spezzato dalle fasce azzurre e rosse che profumano di bucato e di storia. Ma è la luce a tradirti: quella luce dorata che rimbalza sullo specchio del Bolsena e accende i fiori tra i vicoli.
Non sono semplici bouquet; sono esplosioni di ginestre gialle, rose selvatiche ed erbe di campo che sprigionano un odore acre e dolce, mescolandosi al profumo del pesce fritto e del vino nuovo che gira nelle cantine. Senti il ritmo dei tamburi? È il battito del cuore di Marta. Quando il corteo sale verso il Santuario, l’aria si fa densa di incenso e sudore fiero. È un’esperienza sensoriale totale: il rumore dei calzari sulla pietra, le grida di “Evviva Maria”, il calore della folla che ti spinge verso l’alto. Oltre il rito, c’è l’anima di un popolo che raccoglie per dodici mesi la bellezza della propria terra per offrirla alla sua Regina.
































