I martani aspettano il 14 maggio
lafune_800 x 120
Il rumore dei calzari sulla pietra, le grida di "Evviva Maria"...

INSIDE – A Marta, quando soffia il vento dal lago, l’aria sa già di promessa. Non è solo il 14 maggio; qui la Festa della Madonna del Monte si respira tutto l’anno. Cammini tra i vicoli del borgo dei pescatori e vedi i “Passanti” che si preparano in silenzio, con quel sacro fuoco che arde sotto la pelle.

Ho cercato di fermare questi istanti, fotografie realizzate sottovoce, nate solo per amore di questa festa. Il colore dominante è il bianco delle camicie inamidate, un candore che acceca sotto il sole di maggio, spezzato dalle fasce azzurre e rosse che profumano di bucato e di storia. Ma è la luce a tradirti: quella luce dorata che rimbalza sullo specchio del Bolsena e accende i fiori tra i vicoli.

Non sono semplici bouquet; sono esplosioni di ginestre gialle, rose selvatiche ed erbe di campo che sprigionano un odore acre e dolce, mescolandosi al profumo del pesce fritto e del vino nuovo che gira nelle cantine. Senti il ritmo dei tamburi? È il battito del cuore di Marta. Quando il corteo sale verso il Santuario, l’aria si fa densa di incenso e sudore fiero. È un’esperienza sensoriale totale: il rumore dei calzari sulla pietra, le grida di “Evviva Maria”, il calore della folla che ti spinge verso l’alto. Oltre il rito, c’è l’anima di un popolo che raccoglie per dodici mesi la bellezza della propria terra per offrirla alla sua Regina.

Gli Stati Generali La Fune
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
TdP_Inalazioni
Foto Fisioterapy Center
Jeep_Compass_apex_300x300_200
POST FB 01
asvis 2
monastero interno
Fune 300x300
Masicar300x300-optimize
domenicale post
aiac_banner_01
lafune_300 x 600
Onda