I legionari romani tornano a marciare lungo la Cassia
romani
Gli Stati Generali La Fune
Sarcinas Ferentes, un sodalizio che raccoglie rievocatori provenienti da diverse zone del Lazio e dell’Umbria, che appartengono a diverse associazioni di rievocazione storica di epoca romana, ha deciso di effettuare una marcia militare in equipaggiamento completo, percorrendo un tratto dell’antica e ben conservata consolare Cassia, nel punto che va da Montefiascone a Viterbo (terme del Bagnaccio).

Tornano a marciare i legionari romani sulla antica consolare Cassia. Sarcinas Ferentes, un sodalizio che raccoglie rievocatori provenienti da diverse zone del Lazio e dell’Umbria – che appartengono a diverse associazioni di rievocazione storica di epoca romana che vanno dal periodo tardo repubblicano al tardo impero – ha deciso di effettuare una marcia militare in equipaggiamento completo lungo la Cassia. Percorreranno un tratto dell’antica e ben conservata consolare, nel punto che va da Montefiascone a Viterbo (terme del Bagnaccio).

Gli amici di Sarcinas, puntano a riscoprire e rivalutare queste antiche vie di comunicazione, oramai quasi abbandonate, e che forse rappresentano il più grande monumento che la civiltà romana ha lasciato. Il tratto della Cassia interessato, della lunghezza di circa dieci chilometri, è stato percorso in poco meno di tre ore, considerando che ogni rievocatore porta un peso complessivo di trentacinque chilogrammi tra armi, armatura e bagaglio (sarcina).

Questo rappresenta il primo evento dell’anno e un allenamento, difatti essi puntano a coprire le 30
miglia romane giornaliere (circa 25 chilometri) previste dai vari manuali, con la costruzione del
campo da marcia.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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