"I lavori al campo è scuola è l'ennesima 'bucìa' del sindaco Michelini"
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Chiara Frontini (Viterbo2020) accusa il primo cittadino di soffrire di "annuncite" dopo aver sbandierato l'avvio dei lavori al campo scuola che non sono ancora iniziati

“Il campo scuola come Villa Lante: esempi concreti di una politica che non funziona. Avvio dei lavori il 15 settembre (per il campo scuola) e aperture festive e domenicali garantite dal ministero (per Villa Lante): sintomi di ‘un’annuncite’ allo stadio terminale”. Sono le parole di Chiara Frontini (Viterbo2020) dopo il caos scoppiato sull’assegnazione dei lavori al campo scuola, che ancora non sono iniziati.

“E come martedì Aldo Quadrani sfogava la sua delusione sul mancato consiglio comunale dedicato a Villa Lante, domenica (neanche una settimana dopo) Irnerio Condurelli lancia il suo appello in merito al rifacimento del campo scuola, al palo da mesi. Due interventi – dice la Frontini – che trasudano amara delusione nei confronti di una politica che non conclude, preferendo la tattica al bene comune, che annuncia ma non realizza, che promette ma non mantiene, ma dai quali emergono con altrettanta forza la passione, l’amore, l’attaccamento dei cittadini nei confronti della loro città”.

“In tutto questo il sindaco Michelini, invece di trovare soluzioni per Viterbo, avanzava proposte al sindaco di Roma per un “aiuto amministrativo” in vista delle ormai sepolte Olimpiadi del 2024. Verrebbe da dire: ma come può offrire “aiuto amministrativo” chi non è in grado di gestire neanche gli uffici del proprio Comune, dove ormai regna il caos? E ancora, verrebbe da riparafrasare il grande Alberto Sordi “Ma’ndo vai, se il campo Scuola nun ce l’hai”, ma sarebbe come sparare sulla Croce Rossa”.

“L’avvio dei lavori al campo scuola, annunciati prima per il 15 settembre e poi per “domani” durante la conferenza stampa di Eroica, sono stati l’ennesima “bucìa” raccontata ai viterbesi. Sindaco – conclude la consigliera – risponda con i fatti all’appello del professor Irnerio Condurelli e la smetta di fare annunci che non può mantenere: così non fa altro che illudere chi ancora spera in una pronta risoluzione e perdere quel che resta della sua credibilità politica”.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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