I laboratori teatrali del Tetraedro chiusi in successo con "Le Metamorfosi"
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Il laboratorio è stato promosso dall’associazione Amici di Galiana e dall’unità operativa Disabili adulti della Asl con la collaborazione della cooperativa sociale Gli anni in tasca e della compagnia Tetraedro.

Si è conclusa la stagione dei laboratori teatrali della compagnia Tetraedro con il poema epico “Le Metamorfosi” di Ovidio, spettacolo finale del laboratorio di teatro integrato 2015/2016. Il laboratorio è stato promosso dall’associazione Amici di Galiana e dall’unità operativa Disabili adulti della Asl con la collaborazione della cooperativa sociale Gli anni in tasca e della compagnia Tetraedro.

Sedici gli attori sul palco – tra utenti dell’unità Disabili adulti, operatori e liberi partecipanti -, più due narratori: Silvia Giorgi e di Franco Heera Carola. La regia è stata curata da Francesco L’ennesimo esempio virtuoso di un lavoro teatrale fatto con cura e professionalità, in sinergia con le realtà del territorio. Uno spettacolo che ha riscosso enorme successo, che ha commosso, divertito e fatto riflettere e che soprattutto ha messo in evidenza il lavoro di integrazione e di crescita individuale e del gruppo, attraverso le parole e le storie di uno dei capolavori della letteratura dell’umanità. L’ennesima dimostrazione che questo territorio contiene tutto ciò che è necessario per crescere e dare frutti, soprattutto a livello culturale.

Oltre al laboratorio di teatro integrato, il MAT in via del Ganfione, ha visto protagonisti sul palco: i gruppi di teatro professionalizzante (base ed avanzato), il gruppo degli adolescenti e i due gruppi dei bambini, con tanto di pubblico composto da familiari e amici, ma anche da addetti ai lavori e amanti del teatro. Tutti i laboratori del Tetraedro riprenderanno a Ottobre dopo la pausa estiva. Un ringraziamento particolare va agli operatori, ma anche alle famiglie e agli allievi che credono nel teatro come strumento completo di formazione, oltre che di integrazione sociale.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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