I grandi protagonisti dell'arte contemporanea esposti all'ex Mattatoio
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Settanta opere di grandi artisti moderni esposte dal 19 marzo al 19 maggio nello spazio di Valle Faul

La grande arte torna a Viterbo in una spettacolare mostra che animerà la città dal 19 marzo al 19 maggio. Si tratta di “Tra forma e segno”, l’evento che porterà nel capoluogo della Tuscia 70 opere di grandi artisti moderni e contemporanei. Quadri di Modigliani, Keith Haring, Schifano, Fontana, Carrà e tanti altri, saranno visibili all’ex mattatoio di Valle Faul.

Questa è la terza grande mostra nel giro di pochissimo tempo che arriva a Viterbo, dopo “Sacro e Profano” e “La vita silenziosa delle cose”. Due mostre, quelle precedenti, che hanno portato in città il fascino del passato, mentre ora si segna il passaggio a una nuova concezione artistica. Lo sottolinea anche l’assessore alla cultura Delli Iaconi durante la conferenza di presentazione di oggi, ribadendo la sua spiccata passione per l’arte contemporanea.

A parlare per l’organizzazione dell’evento, invece, c’è l’architetto Gianni Cesarini di Anonima Talenti, la società di San Marino specializzata nella gestione di questo tipo di iniziative. Viterbo è infatti la prima tappa di un colossale tour che porterà queste opere in giro per il mondo. La prima volta che questi quadri sono stati esposti insieme, infatti, è stato proprio nel piccolo Stato, grazie al lavoro di sinergia della Repubblica di San Marino e del fondo d’investimento Scudo, che hanno messo insieme il loro patrimonio artistico per esporlo al grande pubblico.

A Viterbo toccherà il debutto del tour fuori San Marino, grazie alla regia di Beatrice Buscaroli, critica d’arte e docente di arte contemporanea dell’Università di Bologna. Oltre ad essere stata curatrice del Padiglione Italia alla biennale di Venezia del 2009, la Buscaroli recentemente è stata nominata membro del Consiglio Superiore dei Beni culturali e paesaggistici. Un’esperta che non fa che aggiungere lustro alla grandezza di questa esposizione.

L’assessore al turismo Barelli, inoltre, ha annunciato che a fare da spalla all’evento ci sarà anche una piccola esposizione di artisti contemporanei locali. Sei talenti viterbesi che offriranno un’appendice della Tuscia a una mostra con connotazioni fortemente internazionali e che saranno in grado di trasmettere al meglio il panorama artistico contemporaneo viterbese.

Importante ai fini della buona riuscita anche la stretta sinergia con le associazioni e i commercianti locali. Il prezzo d’ingresso alla mostra è infatti fissato a 5 euro, ma presentando uno scontrino di acquisto in uno dei negozi aderenti all’iniziativa (ne fanno parte quelli dell’associazione Facciamo Centro e dell’Ipercoop di Viterbo) si otterrà uno sconto.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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