I giardini pensili di Babilonia? No, della chiesa del Suffragio
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Un qualcosa di insolito decora la facciata della chiesa del Suffragio, in pieno corso a Viterbo. Salendo da via della Sapienza lo spettacolo è da mozzare il fiato.
I giardini pensili del Sufragio

Non siamo in Mesopotamia ma qualcosa di simile c’è. Andate a visitare i “giardini pensili” della chiesa del Suffragio. Da via della Sapienza basta alzare gli occhi un po’ verso l’orizzonte ed ecco manifestarsi nel suo lussureggiante verdeggiare qualcosa di inaspettato.

 

Sarà che l’umidità dei fiumi medioerientali, il Tigri e l’Eufrate, è compensata dall’Urcionio che scorre sottorraneo fino a Valle Faul. Sarà che una certa decadenza orientale è nell’atmosfera, da un bel pezzo, anche dalle nostre parti. Sarà che i viterbesi non vogliono farsi mancare nulla e hanno la tendenza a sentirsi sempre un po’ l’ombellico del mondo, di fatto a metà corso è sbocciato qualcosa di unico. Appena sopra il portone della chiesa, dove fa tappa anche la Macchina di Santa Rosa, è possibile assistere a questi “giardini pensili” rarissimi.

 

Andate a fotografarli. Potreste essere fortunati e vedere spuntar fuori dalla vegetazione anche delle giraffe giallo-blu.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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