I gatti del cimitero di Viterbo hanno bisogno di aiuto. Parte la raccolta fondi
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I gatti del cimitero di San Lazzaro sono in pericolo. Da qualche tempo è venuto a mancare il loro "angelo custode": il signor Pietro Cianchelli. Persona che ha sempre provveduto, di tasca propria, al mantenimento degli animali.

I gatti del cimitero di San Lazzaro sono in pericolo. Da qualche tempo è venuto a mancare il loro “angelo custode”: il signor Pietro Cianchelli. Persona che ha sempre provveduto, di tasca propria, al mantenimento degli animali.

Così è stato lanciato un appello via web, “per evitare che i mici facciano una brutta fine. Ma abbiano il cibo e le cure di cui necessitano”.

Donare è facile, basta avere un account Paypal. “Per chi non lo ha e non vuole crearlo, ci sono 3 alternative: versare il proprio contributo in contanti, presso la sede di Federdipendenti, via Vismara 41 Viterbo, orario 10-12/15,30-18,30;
fare una ricarica sulla Postepay a me intestata n. 5333171016386522 avvisandomi dell’operazione; effettuare un bonifico sulla Postepay a me intestata iban IT77W0760105138215254115257 specificando il motivo nella causale.
Il mio contatto: anto@pitipu.net”. Sono le informazioni date dalla volontaria che sta cercando di dare soluzione alla problematica. 

In quattro giorni sono stati raccolti 240 euro (guarda)

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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