I diari della motocicletta - Nel palazzo di Babbo Natale
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Il risveglio nel paese di Santa Claus e nell'albergo a lui ispirato non è lento e senza vincoli come quello della notte di Natale.

Giorno 8

Il risveglio nel paese di Santa Claus e nell’albergo a lui ispirato non è lento e senza vincoli come quello della notte di Natale.

Dall’enorme vetrata della nostra camera la luce del mattino entra fin troppo presto per i limiti umani di sveglia di chi macina chilometri e chilometri su strada da una settimana senza avvertire il sonno alla sera; perché aspetta la notte vera, quella buia e fatta con le stelle, e quando infine si mette al letto lo fa più per rispettare la tabella di marcia che per spinta naturale.

Così la stanchezza è uno zaino che ti metti in spalla quando ti prepari a ripartire il giorno dopo. Ormai questo bagaglio ce lo portiamo dietro da un po’.

L’Arktikum Museum è la nostra prima scelta nell’itinerario di oggi. Un’immersione diretta nella vita quotidiana dei popoli che hanno abitato il circolo polare artico e della natura che qui è suprema regina incontrastata. Per viverla di certo non bastano le due ore di gironzolamento curioso tra le esposizioni ma diventa facile stupirsi e innamorarsi di questo mondo a sé.

8 chilometri più avanti entriamo ufficialmente nel circolo Polare Artico, il parallelo 66•32′ 35” che segna il confine si trova nei pressi del villaggio di Babbo Natale, chi non ha sognato almeno una volta di poterlo incontrare?

Desiderio esaudito ma con qualche aspettativa in ribasso. Il parco si sta ampliando, concentrandosi per lo più sui negozi di souvenir. Il palazzo di Babbo Natale invece ha il suo fascino, dalle luci alla sua architettura, all’enfasi posta sui messaggi che i bambini mandano a Santa Claus da ogni parte di mondo. Suona presto l’ora di tornare nel mondo di noi adulti così ci rimettiamo in viaggio.

Scopriamo Suomi in tutto il suo fascino e il suo progressivo cambiamento da terra alberosa con fiumi e laghi, piena di zanzare fastidiosissime che ti danno l’assalto, ad un lento diradarsi di alberi sotto i quali spesso l’acqua ristagna formando acquitrini e pozze d’acqua rossastra intorno ai quali spuntano meravigliosi fiori dai batuffoli lanosi, inaspettati e sconosciuti fino a ora.

Una pioggia battente segna per noi i ritmi di questo percorso e ci accompagna fino al villaggio di Saariselka, nel cuore della Lapponia. Arriviamo con le giunture delle tute da pioggia quasi completamente saltate, rimediamo approssimativamente con uno scotch telato: l’invenzione del giorno.

Uno chalet interamente di legno è la dimora prenotata di questa notte. Il silenzio del luogo è surreale. La sua luce notturna è magnetica tanto da tenerti sveglio fino allo stremo. Una sauna a tarda notte cì rimette in sesto le ossa umide. Questa giornata lunghissima non poteva avere epilogo più azzeccato.

 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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