I diari della motocicletta - L'emozione sfumata sull'Atlantic Road e la rivincita ad Ålesund
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Che avremmo percorso la strada Atlantica lo sapevamo da sempre, riportata in cima agli appunti di viaggio delle cose incredibili che dovevamo vivere.

Giorno 20
Che avremmo percorso la strada Atlantica lo sapevamo da sempre, riportata in cima agli appunti di viaggio delle cose incredibili che dovevamo vivere.

La strada giudicata come la più pericolosa al mondo quanto la più bella, una lingua d’asfalto con punti rialzati, viadotti e ponti che si susseguono per 8 chilometri attraverso gli isolotti che separano Kristiansund da Molde è stata un po’ un’esperienza da luna park, dove il gioco veniva a coincidere con la realtà.

A rendere pericolosa l’Atlantic Road sono le condizioni meteo che puoi incontrarvi mentre l’attraversi. Infatti in presenza di forte vento e di mareggiate la guida diviene estremamente impegnativa e, sebbene i norvegesi abbiamo segnalato il problema, non è stato cambiato nulla.
Così sotto un immancabile temporale scandinavo anche noi abbiamo attraversato l’impronunciabile Atlanterhavsveien.

Un paesaggio che incuteva timore con un cielo scuro e scrosci di pioggia ci stava attendendo e per la prima volta abbiamo visto il mare gonfiarsi in onde dirette ad infrangersi sui massi rocciosi a noi sottostanti.

L’attenzione era pressoché rivolta al tanto atteso punto di estrema curvatura in cui il famoso ponte Storseisundet appare più come un’opera artistica che architettonica. Un istante e poi tutta l’adrenalina è scivolata via come la pioggia sui nostri caschi.

Resteranno le nostre foto con l'”armatura” a scalfire quest’esperienza nella linea del tempo. L’arrivo ad Ålesund ci ha regalato invece scorci panoramici da favola che abbiamo incorniciato all’istante nel salotto del nostro cuore.

Incantevole, di una bellezza inaspettata di quelle che quando ti ci imbatti resti spiazzato e ti chiedi come hai fatto fino a quel momento ad ignorarne l’esistenza o di quelle città in cui ti ci trasferiresti all’istante anche senza fare le valigie.

Ålesund é un gioiello sul mare che si estende tra diverse isole nell’Oceano Atlantico, ed è nota per essere stata ricostruita in stile art nouveau dopo un incendio nel 1904. È un po’ una stella che brilla di luce propria e in abbondanza da farti sentire speciale semplicemente perché hai la fortuna di trovarti lì.

La stanchezza del viaggio l’abbiamo chiusa nello zaino e ci siamo vissuti fino agli ultimi istanti del crepuscolo questo luogo magico sperando che il tempo qui si dimenticasse di noi.

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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