I diari della motocicletta - "Il suo teschio è una bandiera che vuol dire libertà". Amburgo e i pirati del St.Pauli
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Attraversare la Danimarca, terra senza profili, è stata questione di ore. Un percorso lineare, una strada battuta dal vento, da capo a piedi. Ne siamo usciti senza quasi accorgerci, con la Germania che accoglie i viandanti senza controlli di frontiera e così ci siamo ritrovati a passare nuovamente attraverso boschi di conifere e campi messi a semina sotto un cielo limpido e un sole caloroso.

Giorno 32

Attraversare la Danimarca, terra senza profili, è stata questione di ore. Un percorso lineare, una strada battuta dal vento, da capo a piedi. Ne siamo usciti senza quasi accorgerci, con la Germania che accoglie i viandanti senza controlli di frontiera e così ci siamo ritrovati a passare nuovamente attraverso boschi di conifere e campi messi a semina sotto un cielo limpido e un sole caloroso.

Credo che il sud d’Europa in realtà inizi già da qui. Percorrere le strade tedesche è un gioco facile e noi puntiamo ad Amburgo, ritornando a uno dei primissimi luoghi da cui è iniziata questa nostra avventura per conoscerla adesso con nuovi occhi.

Magnifica potrebbe essere riduttivo per cercare di contenerla tutta in un aggettivo. Ricca e trasandata, goliardica e libertina, ma anche libertaria, imponente, suggestiva, mercantile e affarista, capace di preservare il fascino del suo passato anseatico e di affascinare da ogni angolo in cui la si guardi.

Amburgo vince a mani basse per storia, cultura, arte e vita sociale che respiri semplicemente attraversandola.
Ci addentriamo nel quartiere St.Pauli – ignari della sua fama – il nostro albergo è in una traversa del viale principale. Non nascondiamo la nostra titubanza sulla sicurezza per la nostra incolumità e per la Poderosa parcheggiata sotto le stelle di quell’Amburgo trasgressiva ed eccessiva, che di notte si lascia andare completamente oltre ogni immaginazione.

In fondo Amburgo è St.Pauli. A ridosso del porto, un quartiere nato per dare risposte ai desideri dei marinai che approdavano qui e oggi considerabile un affascinante laboratorio a cielo aperto per chiunque voglia studiare fenomeni sociali quali consumo di sostanze psicoattive e involuzioni psicopatologiche, povertà e riciclo rifiuti plastici, sessualità e pregiudizi. Osservarla con curiosità, rispetto e intelligenza conduce a nuove consapevolezze, se ne esce sconvolti ma allo stesso tempo grati per quanto riesce a darti.

L’arrivo dell’alba è rassicurante e rivelatore, le vie si svuotano e restano le macerie di una notte da leoni vissuta da centinaia di tedeschi che affollavano il quartiere.

La Poderosa supera la notte con un bagno fatto di aranciata appiccicosa sulla sella e sulle marmitte che brucerà lasciando una scia odorosa di zucchero caramellato al nostro passaggio di domenica mattina nelle vie del centro ora semideserte.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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