Unesco, i deputati dei Comuni della Rete delle macchine a spalla insieme per la legge sui beni immateriali
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La proposta era stata presentata nell’ottobre del 2015 dal deputato del Pd Alessandro Mazzoli come primo firmatario insieme ai colleghi Massimiliano Manfredi (Nola), Giovanna Sanna (Sassari) e Demetrio Battaglia (Palmi) in rappresentanza della Rete delle macchine a spalla

Primo sì per la legge che dà ai beni immateriali la stessa dignità di quelli materiali. La proposta era stata presentata nell’ottobre del 2015 dal deputato del Pd Alessandro Mazzoli come primo firmatario insieme ai colleghi Massimiliano Manfredi (Nola), Giovanna Sanna (Sassari) e Demetrio Battaglia (Palmi) in rappresentanza della Rete delle macchine a spalla. Proposta poi unificata con la proposta presentata dal deputato Paolo Russo in un testo unico oggi approvato dalla commissione in sede legislativa. “Siamo di fronte a un cambiamento molto rilevante perché questa proposta di legge offre la stessa dignità ai beni immateriali e a quelli materiali, inoltre mette il nostro Paese nelle condizioni di costruire una programmazione per la valorizzazione e salvaguardia del patrimonio riconosciuto dall’Unesco e inteso nel suo insieme. 

Abbiamo avanzato per vie diverse, Russo da una parte, noi dall’altra, proposte poi unificate che – ha detto Mazzoli parlando alla stampa – modificano due punti della legge 77. Sembra una piccola cosa, in realtà è un cambiamento perché abbiamo lavorato per dare all’Italia un adeguamento normativo atteso da tempo allo scopo di equiparare il patrimonio dei beni immateriali alla già normata tutela del patrimonio materiale”.

E sono già arrivate le risorse aggiuntive. “Abbiamo trovato disponibilità del governo, nelle persone del ministro Franceschini e del sottosegretario Cesaro, con lo stanziamento – ha sottolineato Mazzoli – di 800mila euro in più rispetto agli originari 1.300.000 euro. Siamo quasi al raddoppio della cifra a disposizione di una programmazione di qualità che sappia incrementare la tutela del patrimonio materiale e immateriale. La disponibilità del Governo ci fa essere ottimisti sul futuro affinché l’incremento diventi stabile per appoggiare la programmazione volta a valorizzare i beni immateriali”.

Sono sei sinora gli elementi insigniti del sigillo Unesco: la rete delle macchina a spalla in cui rientra la Macchina di Santa Rosa, l’Opera dei Pupi, il Canto a tenore dei pastori sardi, l’Arte del violino a Cremona, la Vite ad alberello di Pantelleria, la Dieta mediterranea. “La modifica della norma che dopo la Camera andrà al Senato offre – ha aggiunto Mazzoli – anche un nuovo quadro di riferimento al resto dei sistemi degli enti locali, a partire dalle Regioni che avranno un nuovo strumento normativo per sostenere il patrimonio immateriale come quello materiale. Nei prossimi mesi, lavoreremo perché l’incremento dei fondi deciso dal ministero e approvato dalla Camera diventi permanente nella Legge di stabilità”.

Alla conferenza stampa erano presenti il deputato Giuseppe Fioroni, il presidente della commissione Flavia Piccoli Nardelli e la relatrice Giulia Narduolo nonché i sindaci di Viterbo, Sassari e Nola, insieme alla dottoressa Patrizia Nardi, coordinatrice della Rete delle macchine a spalla.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

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