I consumi delle famiglie restano al palo nonostante l'aumento del potere d'acquisto
vincenzo_peparello
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Vendite Confesercenti: enigma consumi, spesa delle famiglie quasi ferma, nonostante il recupero del potere d’acquisto e l’aumento dell’occupazione.

Vendite Confesercenti: enigma consumi, spesa delle famiglie quasi ferma, nonostante il recupero del potere d’acquisto e l’aumento dell’occupazione.

“Il potere d’acquisto è in ripresa, i consumi no. I dati  Istat  sulle vendite al dettaglio di giugno
confermano lo stallo della spesa delle famiglie, in calo sia in valore sia in volume. Un segnale che desta preoccupazione, in un quadro caratterizzato invece da un reddito disponibile in recupero, da un’occupazione che continua a registrare andamenti positivi e da una dinamica inflattiva in netto ridimensionamento” Così Confesercenti in una nota.

Il ritorno in territorio negativo delle vendite in valore è determinato dal comparto non alimentare, con l’alimentare che registra invece solo uno +0,1%, mentre i volumi di vendita diminuiscono per entrambe le voci. Nel no-food, inoltre, le vendite diminuiscono per quasi la totalità dei comparti, con forti contrazioni in particolare nelle calzature, articoli in cuoio e da viaggi (-5.1%) i mobili, articoli tessili e arredamento (-5%) e per gli elettrodomestici, radio tv e registratori (-3.6%).

“Un vero e proprio enigma – continuano dall’associazione di categoria -: a fronte di un aumento del reddito disponibile del 3,5% fra il primo e secondo trimestre 2024, solo in minima parte eroso dall’inflazione (0,2 punti), la spesa delle famiglie è aumentata appena dello 0,5%. Questo significa che della crescita di 9,1 miliardi del potere d’acquisto, solo 1,6 miliardi sono stati effettivamente destinata a nuovi consumi.

Uno stallo che desta allarme, probabilmente dovuto alla ripresa del risparmio da parte degli italiani ma anche causato dall’incertezza sul futuro generata dalle tensioni internazionali. Infine, la politica ancora troppo restrittiva della BCE gioca la sua parte: il governo deve premere per un allentamento, o la domanda interna resterà paralizzata.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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