I congressi di Forza Italia della Tuscia ancora senza una data
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Il coordinatore regionale degli azzurri si arrende al pressing di richieste e convoca i congressi. Si parte dalla Capitale, ma per la Tuscia ancora non si conosce alcuna data, con tutta probabilità arriveranno a inizio 2016.

Sono mesi ormai che i gruppi di Forza Italia del Lazio chiedono a gran voce la convocazione dei congressi del partito. Richieste che per lo stesso tempo sono state disattese o procrastinate a data da destinarsi, almeno fino a oggi. Dopo tante insistenze e qualche minaccia di autoconvocare il congresso, ora Claudio Fazzone, coordinatore regionale del partito che fa capo a Berlusconi, ha iniziato la tanto attesa convocazione dei congressi del Lazio.

Ancora ignote, comunque, le date di convocazione per la Tuscia. Al momento sono state rese note solo quelle che riguardano la zona di Roma e provincia, dove sono in programma i congressi comunali, anche vista la situazione che sta per attraversare la Capitale. Viterbo, invece, rimane con un “prossimamente” che, visto l’avvicinarsi del periodo natalizio, si riferisce probabilmente alle prime settimane del nuovo anno. Fra i forzisti, però, c’è l’urgenza che il congresso venga convocato e che faccia riferimento al tesseramento 2015, altrimenti si rischia che le iscrizioni di quest’anno finiscano nel limbo, con un conseguente ulteriore slittamento dei tempi.

Soddisfazione per Giulio Marini, capofila viterbese degli azzurri, che da tempo chiede la convocazione dei congressi e che finalmente ha visto le acque smuoversi. Secondo il leader forzista, infatti, la situazione rischiava di degenerare ed era giunto il tempo di tornare a celebrare il momento più democratico e partecipativo della vita del partito stesso. Marini auspica che dai congressi esca qualcosa di nuovo, un rinnovato dialogo con i cittadini e con il territorio, e che sia possibile superare quelle divisioni interne che, sicuramente, non fanno bene al gruppo.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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