I "comunisti" si mangiano il futuro di Viterbo, la visione di Fioroni
comunisti
aiac_banner_02
Sono tornati e sono cattivissimi. Agiscono nell'ombra per sabotare il governo della libertà di Leonardo Michelini e del Partito Democratico viterbese. Direttamente dal Novecento fanno la loro ricomparsa i comunisti. Tenete a casa i bambini.

Era da tanto che non sentivamo un’analisi della realtà politica così datata come quella rispolverata in occasione degli auguri di Natale da Giuseppe Fioroni. L’ex ministro è addirittura tornato a parlare di “comunisti”. E con questa categoria del Novecento ha ritenuto di poter spiegare le ragioni dei problemi viterbesi nel Pd e nell’amministrazione Michelini.

E a questi comunisti, cattivi, con o senza baffoni, mangiatori o no di bambini, andrebbero ricondotti tutti i fallimenti, le faide, gli scontri che paralizzano Viterbo e il Pd di Renzi. Almeno nel pensiero fioroniano. Così ci è piaciuto concettualizzare il tutto in questo fotomontaggio. In bianco e nero, per dare l’idea di una visione che viene dal passato.

Sotto al fotone di Stalin ci abbiamo messo – oltre ai noti Volpi, Serra, Mongiardo, Panunzi (lui ha anche i baffoni), Frittelli, Egidi e Troili – anche Goffredo Taborri, Chicco Moltoni e Sergio Insogna (anche lui con i baffi). Perché magari non saranno comunisti ma “sfascisti” del governo della libertà di Michelini, e quindi in qualche modo alleati dei comunisti lo sono anche loro.

 

Fotomontaggio: ideazione Roberto Pomi, realizzazione grafica Luca Appia.

800 Monastero
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
aiac_banner_01
Fune 300x300
monastero interno
POST FB 01
lafune_300 x 600
asvis 2
Foto Fisioterapy Center
Masicar300x300-optimize
Onda
TdP_Inalazioni
Jeep_Compass_apex_300x300_200
domenicale post