
VITERBO – Un fine settimana degno di nota quello prima trascorso per il centro storico di Viterbo. Una manifestazione tipo “notte bianca” (anche se quella di Viterbo era Rosa” di successo è stata registrata anche a Tarquinia con ‘Le Piazzette’. Abbiamo voluto raccontare queste due belle pagine di vita quotidiana in due comuni importanti della Tuscia perché ci hanno fatto riflettere su un aspetto: la comunicazione.
Ci sono state migliaia di persone nell’uno e nell’altro caso. Ovviamente più a Viterbo, anche perché la popolazione di base è sei volte quella di Tarquinia. Il centro storico del capoluogo è apparso vivo, moderatamente interessante, meno appiattito. Sono arrivate migliaia di persone a popolare vie e piazze ma si poteva fare molto di più.
La ‘Notte Rosa’ di questo 14 settembre è stata essenzialmente una sorta di festa per la città, rinunciando in partenza a un aspetto fondamentale: fare tornare Viterbo centrale per la provincia. Non è stato investito mezzo euro in comunicazione e questo è il fattore che ha determinato un risultato limitato anche dal punto di vista delle presenze.
Nessuno oltre la Cimina, oltre la Teverina, oltre la Verentana e oltre la Cassia Sud e quella Nord sapeva dell’esistenza di questa Notte Rosa. Non bastano infatti quattro post Facebook in croce per assicurare la promozione di un evento. Servono giornali che spingono, manifesti, materiali cartacei da distribuire. Se il capoluogo iniziasse a dettare una nuova linea, un nuovo modus operandi più consapevole, probabilmente gli altri comuni della provincia gli andrebbero dietro.
Tra l’altro neanche tutti i viterbesi sapevano dell’iniziativa di sabato, sempre perché si continua a non comprendere l’importanza della comunicazione. Peccato, finché durerà questa mentalità la città capoluogo continuerà ad avanzare a marce basse. Probabilmente non “è ora” di capirlo.


















