

BOLSENA – I comuni dei paesi del lago di Bolsena si coalizzano contro la produzione intensiva delle nocciole. A guidarli è il comune di Bolsena e in particolare l’assessore Andrea Di Sorte.
La coltivazione di nocciole negli ultimi anni si sono diffuse fortemente in tutta la provincia di Viterbo, in particolare dopo l’interesse della multinazionale Ferrero. Il timore, più che fondato, è che se si iniziassero a piantare le nocciole oltre il tradizionale bacino dei Monti Cimini, fino ad arrivare sulle rive del lago di Bolsena, l’ambiente ne risentirebbe negativamente. In primo luogo perché si tratterebbe di una monocoltura che a lungo andare stravolgerebbe il paesaggio e poi per l’eventuale utilizzo di fitofarmaci che andrebbero ad inquinare aria e falde acquifere.
L’intento dei comuni è quello di organizzarsi per “giocare d’anticipo” prima di vedere i terreni intorno al lago aggrediti da questa monocoltura. Da qui la necessità di produrre un documento congiunto che sarà reso noto alla stampa nella giornata di domani.
Attualmente i sindaci che hanno risposto all’appello del Comune di Bolsena sono quelli di Capodimomente, Gradoli, Grotte di Castro, Marta, Montefiascone e Valentano.

















