I Civita Writers presentano 'Oltre l'ultima pagina'
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Raccontare per resistere, per testimoniare che le esperienze di ognuno non sono poi tanto piccole come si crede, ma soprattutto per dare testimonianza che, nel territorio della “Città che muore” c’è qualcosa di vivo e che funziona a pieno ritmo. E poi come amano dire loro “Civita non morirà mai”.

I Civita Writers colpiscono ancora. Il gruppo di giovani scrittori nato nella Valle dei Calanchi a due passi da Civita di Bagnoregio, presenta la sua nuova fatica letteraria il 23 settembre alle ore 18:30 presso il Magna Civita a Bagnoregio.

‘Oltre l’ultima pagina’ è un’antologia di racconti pubblicata dall’editore Fabio Dessole per la casa editrice Arpeggio Libero che consta di tutta una serie di scritti prodotti dai giovani scrittori provenienti da Viterbo e provincia e che racchiude storie e esperienze diverse fermate su carta.

Il percorso dei racconti è quasi circolare: tutti partono da un punto di partenza comune e, dopo essere maturati tra le pagine, ritornano in quello stesso punto quasi come a voler tracciare una strada fatta di parole e di immagini.

Storie di vita, d’amore, di amicizia, storie fatte di piccole cose e di grandi avvenimenti che vogliono sopravvivere al momento e trovano, nella pagina di un libro, il luogo dove svelarsi agli altri.

I Civita Writer sono l’esperienza felice di un gruppo di uomini e donne che, in seno all’Associazione Agora, fanno gruppo e creano. Emiliano Macchioni, Marta Tempra e Carlo Quondam tessono le fila di questa esperienza e, attraverso l’idea di un laboratorio di scrittura creativa, hanno plasmato questo gruppo e dato testimonianza che “insieme si può fare”.

Raccontare per resistere, per testimoniare che le esperienze di ognuno non sono poi tanto piccole come si crede, ma soprattutto per dare testimonianza che, nel territorio della “Città che muore” c’è qualcosa di vivo e che funziona a pieno ritmo. E poi come amano dire loro “Civita non morirà mai”.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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