I cittadini di via Cardinal La Fontaine sotto lo schiaffo della microcriminalità. I ladri approfittano dell'isolamento della zona per i lavori. I residenti: "Mandate pattuglie a piedi"
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Non passano più le persone e neanche le pattuglie  delle forze dell'ordine e polizia locale, in genere molto presenti. Un terreno fertile per i malintenzionati, che  in effetti si sono dati subito da fare.

VITERBO – Decine di tentativi di scasso per entrare negli appartamenti e nelle case di via Cardinal La Fontaine. Il tutto nel giro di una manciata di giorni. L’impennata di azioni di microcriminalità contestuale, quindi collegata, ai lavori in corso su questa zona della città. Lavori che hanno reso necessario l’interruzione del traffico su questa arteria del centro.

Non passano più le persone e neanche le pattuglie  delle forze dell’ordine e polizia locale, in genere molto presenti. Un terreno fertile per i malintenzionati, che  in effetti si sono dati subito da fare. “Abbiamo paura – raccontano a La Fune – Il Giornale dei Viterbesi alcuni  residenti -. Hanno provato a entrare nella nostra abitazione e in quelle di molti altri vicini. Qui abitano anche persone anziane sole e questi malviventi non hanno né paura né scrupoli”.

Quello che chiedono è di non lasciare questa parte di città a se stessa e di inviare, durante il giorno e la sera, pattuglie di polizia e carabinieri o anche della polizia locale. “E’ necessario dare un messaggio forte ai ladri che stanno facendo scorribande -continuano -. Loro hanno saputo leggere la situazione e approfittare dell’isolamento della zona per i loro atti di microcriminalità. Le istituzioni devono fare capire che quella non è una zona abbandonata della città, buona per le scorribande. E l’unico modo per farlo è la presenza e la vigilanza”.

 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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