I Cinque Stelle lanciano l'idea di una pista ciclabile per scoprire sei gioielli nelle campagne viterbesi
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Tutti in sella, così il Movimento Cinque Stelle intende raccontare l'idea di una pista ciclabile possibile per Viterbo e capace di collegare luoghi turisticamente rilevanti.

Tutti in sella, così il Movimento Cinque Stelle intende raccontare l’idea di una pista ciclabile possibile per Viterbo e capace di collegare luoghi turisticamente rilevanti.

Sei i “tesori della Tuscia” – così li ha definiti, e non a torto, il Movimento – interessati dall’esperienza. Appuntamento per domenica 20 maggio, ore 9.30, a Valle Faul. Esattamente fuori dalla porta cittadina. Poggio Giudio, Ponte Camillario, Castel d’Asso medioevale, Castel d’Asso
etrusca, Norchia medievale e infine Norchia etrusca. Queste le tappe scelte. Tutte di grande significato, anche se frequentate pochissimo dagli stessi viterbesi e praticamente tagliate fuori dal giro che i turisti che si spingono a queste latitudini fanno sul territorio.

“E’ un passaggio della campagna elettorale – spiega Erbetti – a cui teniamo particolarmente. L’intenzione infatti è quella di lanciare una possibile pista ciclabile per il futuro della città e al tempo stesso portare all’attenzione dell’opinione pubblica sei tesori viterbesi che si trovano in uno stato imbarazzante di abbandono e che risultano quasi dimenticati o comunque non percepiti”.

Le esperienze, e la scoperta del territorio in bici (specie oggi con l’arrivo di quelle a pedalata assistita, Dio abbi in gloria chi l’ha messe al mondo) lo è a pieno titolo, sono uno dei motivi per cui i turisti scelgono di rimanere a pernottare su un territorio. L’idea di aprire, con questa pedalata, nell’immaginario collettivo una pista che permette di conoscere tesori intorno alla città di Viterbo, ha quindi un suo significato reale. 

All’iniziativa sarà presente il candidato sindaco del Movimento Massimo Erbetti. 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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