I canti della Prima Guerra mondiale rivivono a Sant'Ignazio
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Un momento per ricordare cosa ha significato la Grande Guerra. Appuntamento venerdì sera con 'Incontri Gentili'.

‘Dal Fronte con Onore’ è questo il titolo del concerto recital sulla Grande Guerra, organizzato dal Touring Club Viterbo con il contributo della Provincia di Viterbo, in programma venerdì 26 settembre alle ore 21 presso la Chiesa di Sant’Ignazio in piazza Mario Fani (chiesa antistante l’ingresso della Provincia in via Saffi).

L’evento, a cura del Coro polifonico ‘Santa Maria dell’Edera’, è inserito nel calendario della rassegna culturale ‘Incontri Gentili’ organizzata dalla Provincia. La manifestazione è stata illustrata questa mattina a Palazzo Gentili dall’assessore provinciale alla Cultura Giuseppe Fraticelli, dal console del Touring Club Viterbo Vincenzo Ceniti e dal direttore del coro polifonico ‘Santa Maria dell’Edera’ Lucia Giorni. Sono in svolgimento infatti in tutta Italia numerose manifestazioni culturali per la ricorrenza del centenario della Prima Guerra Mondiale (1914-2014) che vide l’ingresso dell’Italia il 24 maggio 1915.

Nei tre anni del conflitto ci fu un proliferare di canti su località tristemente note come baluardi di morte, di canzoni celebrative delle vittorie in corso, ma soprattutto di canzoni popolari regionali, appartenenti alla tradizione e alla cultura locale dei soldati italiani che per la prima volta nella storia del Paese erano costretti a convivere.

Il tragico evento, che solo nel nostro Paese costò la vita a oltre un milione di persone tra militari e civili, viene quindi ricordato dal Touring Club di Viterbo con un concerto-recital ideato da Rosario Desideri che vede la partecipazione del Coro Polifonico ‘Santa Maria dell’Edera’, diretto dal M° Lucia Giorni, con il pianista M° Dimitri Desideri e le voci narranti di Viviana Pannucci e Rosario Desideri.

 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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