
La fontana di Porta San Pietro è vittima di una maledizione, sottoposta a un cattivo destino. Tutto ha origine dalla città in cui si trova: Viterbo. Forse uno dei capoluoghi di provincia che meno tutela le proprie bellezze e il suo centro storico.
La fontana Piccolomini è stata nuovamente sfregiata, ridotta a luogo dove poter ammucchiare sanpietrini. Un’azione incredibile e assurda, commessa senza che nessuno sia intervenuto. Ci domandiamo, a questo punto, se nel centro di Viterbo è possibile fare tutto. Se c’è o meno un sistema di controllo e vigilanza sulla città, una linea di comando o almeno la speranza del buonsenso di qualche amministratore.
Con La Fune, da mesi stiamo portando avanti una battaglia per ridare decoro a quel monumento cittadino abbandonato e sfregiato. E’ dallo scorso ottobre che abbiamo lanciato una campagna stampa, invitando il sindaco Michelini a sistemare la situazione. Lui, il sindaco delle fontane durante la campagna elettorale, è diventato il sindaco scomparso. Almeno su questo argomento e sullo specifico caso di Porta San Pietro.
Su questa fontana, che avrebbe bisogno di essere liberata da una serie di scatole, contatori e fili hanno speso parole l’assessore Raffaella Saraconi e il consigliere Maria Rita De Alexandris. Nessun risultato. Scriveremo a questo punto all’Uomo Ragno. E più probabile che esista lui e faccia qualcosa che gli attuali amministratori muovano un dito.


















