I barbari sono tornati a Viterbo, sanpietrini ammassati su fontana del Cinquecento
fontana san pietro
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Su questa fontana, che avrebbe bisogno di essere liberata da una serie di scatole, contatori e fili hanno speso parole l'assessore Raffaella Saraconi e il consigliere Maria Rita De Alexandris. Nessun risultato. Scriveremo a questo punto all'Uomo Ragno. E più probabile che esista lui e faccia qualcosa che gli attuali amministratori muovano un dito.

La fontana di Porta San Pietro è vittima di una maledizione, sottoposta a un cattivo destino. Tutto ha origine dalla città in cui si trova: Viterbo. Forse uno dei capoluoghi di provincia che meno tutela le proprie bellezze e il suo centro storico. 

La fontana Piccolomini è stata nuovamente sfregiata, ridotta a luogo dove poter ammucchiare sanpietrini. Un’azione incredibile e assurda, commessa senza che nessuno sia intervenuto. Ci domandiamo, a questo punto, se nel centro di Viterbo è possibile fare tutto. Se c’è o meno un sistema di controllo e vigilanza sulla città, una linea di comando o almeno la speranza del buonsenso di qualche amministratore.

Con La Fune, da mesi stiamo portando avanti una battaglia per ridare decoro a quel monumento cittadino abbandonato e sfregiato. E’ dallo scorso ottobre che abbiamo lanciato una campagna stampa, invitando il sindaco Michelini a sistemare la situazione. Lui, il sindaco delle fontane durante la campagna elettorale, è diventato il sindaco scomparso. Almeno su questo argomento e sullo specifico caso di Porta San Pietro.

Su questa fontana, che avrebbe bisogno di essere liberata da una serie di scatole, contatori e fili hanno speso parole l’assessore Raffaella Saraconi e il consigliere Maria Rita De Alexandris. Nessun risultato. Scriveremo a questo punto all’Uomo Ragno. E più probabile che esista lui e faccia qualcosa che gli attuali amministratori muovano un dito. 

 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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